Barbesi e il Mondiale a Miravalle; che bella storia!
- Marco Gualdani

- 16 giu
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 18 giu
Dal 1980 al 2006; Andrea Barbesi apre il cassetto dei ricordi per raccontarci i 7 Mondiali motocross ospitati da Montevarchi e dal mc Brilli Peri

Forse nessuno più di Andrea Barbesi può raccontare la storia del Mondiale motocross a Montevarchi. Figlio di Guido, uno dei pilastri del moto club Brilli Peri per oltre 40 anni, Andrea è sempre stato presente a tutte le gare iridate, seguendo ogni dettaglio con gli occhi di chi è innamorato del motocross. Vai Andrea, raccontaci la storia del motocross a Miravalle.
“In realtà non li ho visti tutti; il Mondiale 125 del 1980 è l’unico a cui non ero presente, perché non ero ancora nato... Ma dai racconti che negli anni ho sentito è stato il Mondiale più bello, perché il primo della storia del moto club Brilli Peri a Montevarchi ed è stato sensazionale dal punto di vista di affluenza di pubblico. Dalle foto dell’archivio del mc si vede gente ovunque, l’unico spazio vuoto era solo quello della pista; si dice che le auto arrivassero fino al paese del Pestello, a valle. Fu una cosa incredibile. Tra l’altro la gara fu vinta da Michele Rinaldi, che si impose in entrambe le manche e quindi a maggior ragione ci fu una bella festa, mentre il pilota di casa Corrado Maddii purtroppo collezionò due ritiri per noie meccaniche”.

Si è partiti col piede giusto!
“Una curiosità: quello è stato l’unico Mondiale con la pista che girava in senso antiorario, esattamente come oggi. Ed è stata anche la gara che ha coinvolto diversi personaggi che poi sono rimasti e hanno fatto la storia del moto club, come mio babbo”.

Poi il Mondiale è tornato nel 1985.
“Quello della classe regina, la 500, dove dominò David Thorphe e Magarotto riuscì a salire sul podio. Ma il personaggio della gara fu Danny “Magoo” Chandler, che infiammò i tifosi e diede una bellissima dose di spettacolo in pista; è stato il primo e l’unico pilota a fare un doppio sulla parte dietro della pista, il famoso “muro”, staccando le ruote dal salto precedente. Mi raccontarono che per prendere la rincorsa uscì dalla pista facendo il pelo alla rete esterna… Poi ricordo un Di Pillo scatenato, che rese epiche quelle gesta. Purtroppo la gara di Magoo finì con zero punti per una caduta rovinosa”.

Nel 1990 si iniziò a gustare un motocross più moderno.
“Ritornò la cilindrata 125, con il doppio successo dell’americano Donny Schmit sulla Suzuki ufficiale numero 65. Il bello di quell’impresa fu che Donny si era rotto lo scafoide poco tempo prima e dovette utilizzare un tutore per poter correre. Ma non si tirò indietro, al punto che nelle prove libere della domenica mattina atterrò in testa a un pilota più lento sul salto della tribuna. Fu un Gran Premio che vide in pista tanti nomi nuovi, che poi sarebbero diventati Campioni del Mondo come Stefan Everts con la Suzuki ufficiale numero 15 e un certo Frederic Bolley che con la KTM n 69 a 16 anni appena compiuti riuscì addirittura a partire al comando e a fare 4/5 giri davanti a tutti. Poi nell’altra manche rimase a piedi nel giro di ricognizione e arrivò di corsa al preparco. Non ricordo se riuscì a partire con la seconda moto oppure no, però tutti capimmo che quello era un campione. Ma il personaggio che esaltò il pubblico in quella gara fu Mike Healey, con salti con la moto di traverso al vecchio “panettone dei bagni” che riportava nella parte anteriore, realizzato tra l’altro poco tempo prima con la modifica totale della pista, fatta per l’occasione”.

Si arriva veloci al 1994.
“L’anno del Mondiale 250! La pista venne nuovamente rinnovata con l’inserimento del famoso doppio salto in discesa e successivo doppio in salita, che per tanto tempo sono stati il simbolo di Miravalle. In questa gara ci fu il dominio di Stefan Everts con la Kawasaki ufficiale numero 2, che si aggiudicò entrambe le manche. Fu la sua prima vittoria di una lunga serie a Montevarchi; infatti è lui il pilota che ha vinto di più in questa pista. Albertin, campione in carica, finì secondo e Tallon Vohland terzo. Una curiosità di questa gara è che Marniq Bervoets e Werner Dewitt (compagni di squadra in Suzuki ufficiale) si toccarono in aria nel doppio in salita e finirono a terra”.

Poi c’è stato il doppio GP.
“Nel 1998, la prima volta del doppio GP 125-250. Nella 125 vinse David Vuillemin che si divise la vittoria di manche con Puzar, entrambi con un primo un secondo. Sfortunato Chicco Chiodi, che nella prima manche ebbe una rottura alla moto e nella seconda finì in terza posizione. Chicco è molto legato a Montevarchi, ma non è mai riuscito a vincere un GP. Ricordo anche che in quella gara Vuillemin faceva uno scrub pazzesco nel salto prima del doppio in discesa. Iniziava a nascere la guida moderna”.

E nella 250?
“Ci fu un bellissimo duello tra Stefan Everts e Sebastien Tortelli, che si divisero anche loro un primo un secondo di manche; in questo caso il GP andò a Stefan Everts anche lui per la vittoria di gara due. Ho ancora in mente come Everts affrontata l’uscita della “buca di Miravalle”, sfruttando una buchetta a metà salita, per poi atterrare in cima, senza saltare nel piatto come facevano tutti gli altri. Così facendo guadagnava tantissimo”.

Anche il 2003 è stato storico.
“Quello è stato l’anno del triplo GP, con le tre categorie. Successe una cosa un po’ particolare, perché Stefan Evers decise di correre sia nella classe 125 (con la Yamaha 250 4T), sia nella 250 (con la 450) e riuscì a vincere entrambe le cilindrate. Everts a Miravalle è sempre andato fortissimo, aveva una guida molto pulita e specialmente quando venivano fuori le famose pietre di Montevarchi lui con un filo di gas e marce alte riusciva a fare la differenza. La 650 fu vinta da Joel Smets e ci fu anche un’importante risultato da parte del pilota di casa Fabrizio Dini, che chiuse al quinto o al sesto posto. Da segnalare che in questa edizione tra i partecipanti della classe 125 c’era un Honda del team Martin guidata da un certo Tony Cairoli, che purtroppo non raggiunse la qualificazione… Per poi esplodere l’anno dopo proprio a Montevarchi alla prima degli Assoluti con la Yamaha”.

Ed eccoci all’edizione epica, quella del 2006.
“20 anni fa tondi tondi... La MX2 verrà ricordata per sempre per il bellissimo duello tra David Philippaerts, in giornata di grazia assoluta, e Tony Cairoli. David vinse entrambe le manche facendo anche una rimonta niente male. Ricordo che c’era il pubblico accalcato alle reti che incitava i due piloti a tutti i giri e per capire dove fossero in pista bastava vedere lo sventolio di braccia e bandiere. Una cosa veramente da brividi. Terzo chiuse Christophe Pourcel, che nella parte alta della pista era l’unico (anche delle MX1) a superare le 5 gobbe facendo 3, 2. In MXGP tanto per cambiare vinse Stefan Everts, nell’anno del suo 10° titolo e del suo ritiro. Evers ha corso cinque volte il Mondiale a Montevarchi, vincendo quattro volte, sempre con delle doppiette”.
Grazie mille Andrea. Per chi ha vissuto quegli anni come noi, queste parole fanno tornare a galla grandiosi ricordi. L’augurio è che anche l’edizione 2026 possa entrare nella storia del motocross, come Montevarchi merita. Ci vediamo in pista questo weekend!











