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Comparativa cross 250 2 tempi 2026

  • Immagine del redattore: A cura della redazione
    A cura della redazione
  • 11 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Beta, Fantic, KTM e Yamaha si sfidano per trovare la migliore delle quarto di litro moderne


C’è una cilindrata che per vent’anni è stata messa in un angolo. Poco sviluppata, poco raccontata, a un passo dall’essere dimenticata. Eppure oggi è di nuovo sotto i riflettori.

Le 250 due tempi stanno tornando forte. Fortissimo.


Il motivo è semplice: 100 kg per 50 CV, meccanica essenziale, costi umani, erogazione della potenza super emozionante e quel sound che rappresenta il rumore più bello mai prodotto da una moto da cross.


Nel confronto di una intera stagione probabilmente le 250 4 tempi sono più efficaci, sul piano puramente racing. Ma nella vita reale, quella fatti di amatori, ma anche di giovani crossisti, la duemmezzo due tempi è sempre più spesso la scelta più sensata.

In questa comparativa mettiamo una contro l’altra quattro 250 due tempi di oggi, per capire quanto sono cresciute e perché sempre più piloti stanno tornando da loro.



Sono la nuovissima Beta RX 250 messa a confronto con la Fantic XX 250, la KTM 250 SX a rappresentare la tecnologia austriaca anche per conto delle assenti Husky e GASGAS, e la Yamaha YZ250. Purtroppo non era disponibile la TM Moto MX 250.


Quattro moto, accomunate dal caratteristico e intricato percorso della marmitta, ma che hanno pochissimo in condivisione se parliamo di caratteristiche tecniche.



La Beta RX250 sfrutta un telaio monotrave in acciaio con sospensioni Kayaba tradizionali, telaietto in alluminio, serbatoio trasparente da 7 litri, doppia mappa con selettore nel pad del manubrio, avviamento elettrico, valvola di scarico meccanica BPV, carburatore Keihin PWK da 38, cambio a 5 marce, frizione con comando idraulico e molla a tazza, impianto frenante Nissin con dischi Galfer da 260/240, peso 100 kg, prezzo di listino 8.690 euro.



Fantic risponde con la XX250, un modello ben conosciuto, fondato sul famoso telaio monotrave in alluminio come il telaietto, anche per lei sospensioni Kayaba e impianto frenante Nissin con dischi 270/240, elettronica Get, doppia mappa a manubrio, motore con avviamento a pedale, frizione con comando a cavo, valvola di scarico meccanica, carburatore Keihin da 38 mm, capacità serbatoio 9 litri, peso 98 kg, prezzo 9.890 euro.



La KTM 250 SX è l’unica moto della nostra comparativa a sfruttare l’alimentazione a iniezione elettronica, con sistema a doppio iniettore TBI, sul corpo farfallato e anche lo scarico è gestito da una valvola elettronica. Restando sul propulsore, si elenca l’avviamento elettrico e la frizione con molla a tazza, mentre la parte ciclistica annovera sospensioni WP con forcella ad aria regolabili manualmente, telaio monotrave in acciaio, telaietto misto alluminio e poliammide, impianti idraulici di freno e frizione firmati Brembo, dischi freno Galfer 260/240 mm, capacità serbatoio 7,2 litri, peso 99,4 kg, prezzo 11.140 euro.



Chiudiamo in rigoroso ordine alfabetico con la Yamaha YZ 250, un modello storico, l’unica delle quattro giapponesi ad essere rimasta in vita, seppur con alcuni dettagli un po’ old style. Tra questi l’avviamento a pedale, la frizione con comando a cavo, mappatura singola e accesso alla cassa filtro attraverso la rimozione della sella. Condivide il telaio monotrave in alluminio con la Fantic, così come la base del propulsore, anche nel suo caso caratterizzato dal carburatore Keihin da 38 mm e valvola di scarico meccanica, freni Nissin con dischi da 270/240 mm, sospensioni Kayaba tradizionali, serbatoio da 7 litri, peso di 96 kg, prezzo 9.199 euro.



Il teatro della sfida è il tracciato MX Munzen di Fara Novarese, un complesso situato a est del Piemonte dove si trovano pista da cross caratterizzata da un bel disegno giudato con tanti saliscendi, percorso da enduro, ovale per flat track e speedway. Aperto tutti i giorni, è accessibile con licenza FMI e Motornext.


Nella giornata del test il tracciato si è presentato molto impegnativo e selettivo, con buche, canali e strato superficiale di fango su fondo battuto. Un contesto difficile ma allo stesso tempo adeguato per verificare il reale valore delle moto.



A mettere alla prova le quattro 250 2 tempi 2026 troviamo un test team eterogeneo: il pro David Philippaerts (Campione del Mondo MX1 2007), l'agonista Lorenzo Salsi, il tecnico Angelo Barbiero e l'amatore Marco Gualdani.


Le regole della sfida sono poche, forse solo una: si è deciso di non andare a modificare il bilanciamento delle moto, ma di limitare gli interventi unicamente a quelle che sono le necessità di ogni tester: quindi posizione di leve e manubrio e click di forcella e mono. Vietato sfilare la forcella sulla piastra e soprattutto modificare il sag del mono. In questo modo tutte le moto sono valutate nella loro configurazione standard e sono messe tutte sullo stesso piano.


Il risultato della comparativa lo trovate nel video qui sotto. Buona visione.




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