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Castelli: "Ho ancora tanto da dare al motocross"

  • Immagine del redattore: Comunicato stampa
    Comunicato stampa
  • 2 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Alla vigilia della prima sfida, parla il braccio destro di Gajser nel Team Yamaha


Ciao Massimo, questo 2026 è un po’ un ritorno alle origini per te, visto che in Yamaha sei già stato protagonista di grandi stagioni. Cosa ti ha fatto approdare nuovamente alla casa di Iwata?

"Penso di avere ancora molto da poter dare al mondo del motocross e Yamaha mi sta dando la possibilità di dimostrarlo, dandomi fiducia con questo nuovo ruolo".

(Massimo è il coordinatore del gruppo di lavoro dedicato esclusivamente a Tim Gajser).


Sei nel paddock praticamente da sempre. Come vedi l'evoluzione del motocross?

"Purtroppo è diventato molto costoso e se non hai grossi sponsor o grandi Case alle spalle è sempre più difficile riuscire a partecipare; ci sono sempre più gare, con molte trasferte lontane e per questo si vedono, a volte, pochissimi piloti al cancelletto ed è un peccato per questo sport".



Massimo Castelli è sinonimo di vittorie di grandi campioni, dacci 3 nomi e perché ti senti più legato a loro.

"1. Dave Strijbos, perché con lui ho vinto il mio primo Mondiale con Cagiva.

2. Donny Schmit, era il mio primo anno con Yamaha Rinaldi, era tutto nuovo e abbiamo vinto subito il Mondiale.

3. Tim Gajser, con lui ho vinto ben 5 titoli, l’ho praticamente visto crescere, era un ragazzino quando abbiamo cominciato a lavorare assieme. È una persona che prende molto sul serio il suo lavoro, si allena molto, riconosce il lavoro di chi gli sta attorno e ha rispetto delle cose e delle persone. È una bellissima persona dentro e fuori dalle piste, per me è come un secondo figlio".


La vittoria di un titolo non è solo nelle mani del pilota, ma di tutto il gruppo di lavoro. Quale è il segreto di chi sta a fianco di questi atleti?

"La passione, il poter dare il mio contributo grazie alla mia esperienza: è bello quando vedi che hai contribuito a ottenere nuovi traguardi. E per i week end fuori casa…. beh, vivere le gare dal vivo, al fianco del pilota, del team, l’adrenalina delle gare… sono cose che non puoi vivere stando su un divano".


Ormai la stagione sta per iniziare con la prima degli Internazionali d’Italia 2026.

"Sono gare molto importanti, perché si può vedere a che punto siamo con la moto e la preparazione del pilota".

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