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MXGP Montevarchi: la gara si fa o no?

  • Immagine del redattore: Marco Gualdani
    Marco Gualdani
  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Il ricorso al TAR di alcuni cittadini sull'operato del MC allarma il circus del motocross sulla fattibilità del GP d'Italia a Miravalle


Il cammino di Miravalle verso il GP d’Italia è stato ricco di insidie sin dall’inizio. E ora c’è un nuovo ostacolo da superare: un ricorso al TAR che prende di mira i lavori effettuati per raggiungere gli standard richiesti dal campionato del mondo di motocross, ma anche la legittimità stessa dell’impianto. Così tutto il mondo del motocross si chiede: ma la gara ci sarà o no?



Il mondiale motocross manca da Montevarchi dal 2006. Ed è stato reinserito nel calendario grazie alla determinazione del nuovo presidente del moto club Brilli Peri Simone Vanzi, supportato dal Comune di Montevarchi, che è proprietario dell’impianto dal 1987.



Non si può negare a Vanzi di aver dato una spinta propulsiva all’attività internazionale di un Miravalle che si era un po’ affievolita nel passaggio generazionale dal vecchio direttivo fatto di personaggi come Loris Bernini e Guido Barbesi, supportati, tra gli altri, da Franco Meniconi, Davide Resti, Franco Segoni e ovviamente da Lucia Meniconi.



Allo stesso tempo, però, non si può non considerare la scelta di molti volontari tra vecchi e nuovi che davano supporto all’attività di abbandonare il moto club proprio per contrasti con il nuovo direttivo, col risultato che Vanzi ha potuto fare sempre meno affidamento a un gruppo di lavoro collaudato, ma ormai quasi del tutto scomparso.



Insomma, le cose a Miravalle non sono del tutto idilliache, ma i problemi principali arrivano dai necessari lavori di adeguamento dell’impianto, che hanno affrontato un percorso non del tutto lineare. A febbraio c’è stata anche una sospensione dei lavori a seguito di un sopralluogo dei Carabinieri Forestali e di una successiva relazione tecnica del Comune, nella quale venivano evidenziati interventi di movimentazione terra, modifiche alla pista e opere realizzate in assenza dei necessari titoli autorizzativi, comprese autorizzazioni paesaggistiche e idrogeologiche.



Dopo l’ordinanza di sospensione e la diffida al ripristino dello stato dei luoghi, il gestore ha presentato un’istanza di permesso di costruire in sanatoria, che il Comune ha successivamente rilasciato a fine marzo. L’attività è quindi ripartita, con il GP che è stato confermato nonostante le voci che parlavano di un possibile spostamento a Mantova.



Con i tempi sempre più stretti Vanzi ha spinto forte sull’acceleratore, modificando il tracciato e soprattutto creando gli spazi per poter offrire una superficie sufficiente a ospitare le categorie MXGP, MX2 ed Europeo EMX250, oltre a tutto il circus del mondiale motocross. Tra i lavori svolti, si evidenzia anche una inedita rampa realizzata per dare accesso alla famosa tribuna coperta centrale anche ai disabili.



Tutto ok quindi. Eh, no. Poche ore fa si è diffusa la notizia di un ricorso al TAR presentato da un gruppo di cittadini residenti nelle vicinanze dell'impianto, a detta loro esasperati dalla situazione, che ha creato non poco allarmismo, al punto che la stessa sindaca di Montevarchi Silvia Chiassai Martini è scesa nel merito della questione attraverso un video messaggio molto forte in cui si mette in dubbio la fattibilità dell’evento. Istantanea anche la reazione della Federmoto e del presidente Giovanni Copioli, che ha espresso massimo supporto alla Sindaca.



La vicenda riporta al centro del dibattito le polemiche che avevano già accompagnato i lavori di adeguamento necessari per ospitare il Gran Premio d'Italia di Motocross, in programma il 21 giugno. Secondo alcuni residenti, gli interventi effettuati negli ultimi mesi avrebbero avuto un impatto eccessivo sull'area circostante, con particolare riferimento alla collina sottostante la frazione di Moncioni.


Ma il ricorso non si limita a contestare i lavori più recenti. Tra i punti sollevati dai ricorrenti ci sarebbe anche la legittimità stessa dell'impianto, con l'accusa rivolta alle amministrazioni comunali che si sono succedute dal 1987 a oggi di aver mantenuto e sostenuto una struttura che, a loro giudizio, non sarebbe riconducibile a un interesse pubblico.



A questo punto però la domanda che si pongono appassionati, addetti ai lavori e team è inevitabile: il Gran Premio si farà?

Sì, si fa. Dal punto di vista dei tempi, al momento l'ipotesi di uno stop immediato appare poco probabile. L'udienza cautelare, cioè il primo esame del ricorso da parte del TAR, dovrebbe infatti arrivare tra i 30 e i 45 giorni dalla presentazione dell'atto, mentre per la decisione nel merito i tempi sono generalmente ancora più lunghi. Considerando che il mondiale è in programma tra una ventina di giorni, sembra difficile immaginare che il procedimento possa incidere sull'organizzazione dell'evento in tempi utili.



Nel frattempo il Comune di Montevarchi ha già affidato l'incarico a un legale per difendere la correttezza del proprio operato e sostenere la legittimità degli atti adottati.

Salvo colpi di scena, quindi, il GP d'Italia resta confermato, nonostante tutto. Sempre che non ne succedano altre nei prossimi giorni.

Il problema vero è un altro e riguarda ciò che accadrà dopo il Gran Premio. Quando il mondiale avrà lasciato Montevarchi, resteranno gli investimenti, le opere realizzate, le polemiche e le ferite aperte da mesi di confronto. E allora la domanda non sarà più se il GP si correrà oppure no, ma se tutto questo avrà lasciato al Miravalle un'eredità capace di giustificare il prezzo pagato per ottenerla.


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