Everts preoccupato per il futuro del cross in Belgio
- A cura della redazione

- 12 gen
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Il 10 volte iridato ha realizzato una immagine post apocalittica a rappresentare quello che rimane del motocross fiammingo

Stefan Everts riporta l'attenzione su un tema sempre più critico, quello del presente/futuro del motocross in Belgio. Anni fa era la nazione di riferimento per la disciplina, con attività dirette e indirette, eventi, piloti, tracciati, sedi operative; una piccola nazione che da sola rappresentava un impero imbattibile. Di tutto questo oggi resta poco o niente.

Everts ha realizzato una immagine con l'intelligenza artificiale che mostra un tracciato abbandonato, a rappresentare il concetto del motocross ormai distrutto; persino la bandiera del Belgio è sporca e sfilacciata. Al centro di tutto, un cartello: 56 titoli Mondiali, 15 vittorie al Motocross delle Nazioni, un patrimonio storico enorme, 3 piste aperte nel 2026.

Il Belgio sta affrontando delle fortissime limitazioni dovute alle sempre più stringenti norme ambientali, che hanno visto chiudere uno dopo l'altro i 100 tracciati che operavano negli anni 90. Oggi resta Lommel e poco più. I piloti della zona sono quasi tutti vincolati ad andare a girare in Olanda (dove non mancano comunque i problemi) o ancora più lontano.

Pensate che per girare a Lommel è obbligatorio prima passare la prova fonometrica. Tutti, piloti ufficiali compresi: si scarica la moto dal furgone, si spinge verso l'area dedicata, si procede al test sul rumore e se tutto va bene si va a pagare l'ingresso.
Difficile immaginare una inversione di tendenza, ma la speranza è l'ultima a morire. Certo, però, che peccato.













