Yamaha senza Monster Energy dal 2027?

Il rapporto tra la Casa di Iwata e l'energy drink potrebbe interrompersi dopo dieci anni; ma è solo uno degli elementi di una situazione piuttosto complessa

Potrebbe esserci una novità importante, e per certi versi sorprendente, nel paddock MXGP del 2027: Monster Energy potrebbe non essere più il main sponsor delle squadre ufficiali Yamaha nel Mondiale motocross.
Se la notizia venisse confermata, si tratterebbe di un cambiamento epocale: il rapporto tra Monster Energy e Yamaha nel motocross dura ormai da più di dieci anni ed è diventato parte integrante dell'immagine delle squadre ufficiali della Casa di Iwata, al punto da dare anche il nome alla struttura: Monster Energy Yamaha Factory MXGP.

La collaborazione venne annunciata nel 2015, proprio dopo il titolo MXGP conquistato da Romain Febvre con Yamaha: Monster entrò come sponsor già per le ultime gare della stagione e dal 2016 diventò title sponsor del team Factory MXGP, estendendo la propria presenza anche ad altre squadre ufficiali Yamaha. Da allora il graffio verde sui convogliatori delle Yamaha ufficiali è diventato praticamente un elemento fisso del Mondiale. Dal 2027, però, potrebbe non esserci più.

Il nodo Aprilia
Una delle chiavi di lettura della vicenda porta inevitabilmente alla MotoGP. Monster Energy ha infatti annunciato nel maggio scorso una nuova partnership pluriennale con Aprilia Racing. L'accordo è partito dal Gran Premio d'Italia 2026 e prevede che Monster diventi title sponsor del team ufficiale Aprilia MotoGP dal 2027, a scapito di Yamaha e del motocross.

Con meno soldi per il progetto MotoGP ecco che non resta molto per la MXGP, che nel 2027 vedrà le Yamaha perdere il famoso graffio dai convogliatori delle moto, anche se potrebbe rimanere sui caschi dei piloti, come sponsor secondario.
Il problema è che non sembra essere il momento migliore per Yamaha per gestire questo tipo di scelte; sono infatti ancora in fase di definizione tutti i programmi sportivi off-road della prossima stagione.

Un altro tassello nella riorganizzazione
Da mesi nel paddock si parla di una possibile riorganizzazione dell'attività motocross della Casa giapponese, con Gerno di Lesmo (dove si trova il team MotoGP e la filiale di Yamaha Italia) sempre più centrale nelle strategie Yamaha Racing, a discapito delle attività attualmente svolte tra Langhirano (cioè Rinaldi) e la sede del team Kemea in Olanda.

Inoltre, il rinnovo del rapporto tra Yamaha e il team di Hans Corvers non sarebbe ancora stato formalizzato per il 2027. Anche in questo caso non significa necessariamente che la collaborazione sia destinata a interrompersi, ma aggiunge un punto interrogativo al quadro.
C'è poi la questione di Hutter Metaal, che dal 2027 non si occuperà più della gestione del team Yamaha MX2, che deve a sua volta essere ricollocata. A chi saranno destinate le YZ250F ufficiali?

E poi ci sono i piloti
Anche sul fronte dei piloti il quadro è tutt'altro che semplice. Tim Gajser è confermato, nonostante un burrascoso anno di adattamento del team e alla nuova moto. La stagione ha evidenziato qualche difficoltà a tutto tondo e i risultati sono stati molto al di sotto delle aspettative.
Maxime Renaux, invece, è dato in partenza verso KTM, e come sostituto dovrebbe arrivare Ruben Fernandez, ricostruendo quella che era la formazione HRC fino a due anni fa.

Attenzione anche al futuro di Karlis e Janis Reisulis, che pare ancora da definire. I due fratelli lettoni rappresentano una parte importante del programma Yamaha, ma devono ancora siglare il rinnovo del contratto e sembra siano stati avvicinati anche da altre strutture questo fino settimana al Motocross delle Nazioni.
Sono tutti elementi che, presi singolarmente, possono essere normali dinamiche aziendali e di mercato. Messi insieme, però, raccontano un momento molto delicato per Yamaha, impegnatissima nel riorganizzare al meglio il proprio futuro nel motocross.

Yamaha vuole tornare davanti
L'intenzione di Iwata non è certo quella di fare un passo indietro, anzi. Ed è da questo stimolo che potrebbe partire una necessaria rinascita. Proprio per questo, se l'addio di Monster venisse confermato, sarebbe interessante capire quale sarà la strategia di Yamaha per sostituire non soltanto il logo sui convogliatori, ma soprattutto il contributo economico e commerciale di un partner di questo livello.

Quanto cambierebbe il budget del programma MXGP? E quanto della riorganizzazione di Yamaha che stiamo osservando da mesi è legato proprio alla necessità di ridisegnare costi, strutture e investimenti?
Il 2027 potrebbe rappresentare un cambio di pelle piuttosto importante per Yamaha nel Mondiale motocross. E dopo dieci anni, una Yamaha ufficiale senza il famoso graffio verde facciamo fatica a immaginarla.











