Sexton torna alle piastre Xtrig
- A cura della redazione

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Ad Arlington la sua Kawasaki monta anche il forcellone standard e altre parti originali

La cosa sta prendendo una piega non positiva. Cambiare e aggiustare il tiro, anche durante la stagione, ci sta. Ma quello che sta attraversando Chase Sexton è un percorso che dimostra scarsa lucidità da parte di tutto il gruppo, continuamente alla ricerca di una soluzione al mancato feeling del pilota che, al momento, sembra lontana.
Dopo essere partiti con un setup factory alla prima gara, usando varie componenti tra cui le piastre Xtrig, si è rivoluzionata la moto ad Anaheim 2, montando materiale Pro Circuit. Poi si è tornati al leveraggio ufficiale, quindi Sexton ha girato con la moto standard (qui il nostro articolo) e ora si appresta a correre ad Arlington con una Kawasaki che mixa un po' di tutto.

Sono tornate le piastre Xtrig, ma è sparito il forcellone ufficiale (quello rinforzato, nella foto sotto in corrispondenza dell'adesivo D.I.D.) a vantaggio di un prodotto standard e sono cambiate anche le viti degli attacchi motore: riprendendo il discorso fatto per le Honda della MXGP (qui il video), hanno montato viti standard al posto di quelle in titanio (molto più rigide).
Il ritorno alle piastre Xtrig, dopo averle abbandonate, conferma la virata verso la ricerca di una moto più "elastica", in abbinamento al forcellone e alle viti degli attacchi motore, dato che le Xtrig hanno stesso offset delle Pro Circuit (21 mm, di serie 23), ma sono molto meno rigide.
Da un lato è positivo che si vedano tutti questi cambiamenti, che in parte smentiscono la teoria di Weimer secondo cui il team impone un setup al pilota anche se questo non si trova a suo agio, dall'altro cambiamenti così radicali evidenziano una difficoltà nel trovare una base di lavoro chiara sulla quale costruire un setup in grado di restituire a Sexton i risultati che merita.
















