I risultati degli azzurri in Argentina
- A cura della redazione

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Come sono andati Adamo, Bonacorsi, Forato, Guadagnini, Lata e Mancini

Vediamo nel dettaglio le prestazioni degli italiani al primo round della MXGP in Argentina. Al via gli azzurri erano in tutto 6: Adamo, Bonacorsi, Forato, Guadagnini, Lata e Mancini. I primi 4 (in ordine alfabetico) schierati in MXGP, Lata e Mancini in MX2.
I nostri hanno un valore medio molto buono, al punto che cinque di loro sono in sella a moto ufficiali. Adamo è il pilota di punta del Team KTM, Bonacorsi è in sella alla Ducati Desmo450 MX, Forato con la Fantic, Lata in HRC e Mancini ha sostituito l'infortunato Zanchi sulla Ducati al debutto in MX2. La prima sfida di stagione li ha visti tutti lontani dal podio, per motivi diversi. Vediamoli uno per uno.

Partiamo da Andrea Adamo, autore di un weekend solido, in cui ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato, considerando partenze e velocità. Adamo è scattato davanti in tutte e quattro le partenze del weekend e ha portato a casa un onorevole ottavo posto di GP e un terzo posto nella manche di qualifica. Ricordiamo che per Adamo si trattava della prima gara nella MXGP e che, per un motivo o per l'altro, durante l'inverno non ha avuto modo di correre tanto quanto gli avversari. La prospettiva per Andrea è molto buona, se riuscisse a confermare la solidità dimostrata in MX2... ne riparliamo a fine stagione.

In ordine alfabetico passiamo ad Andrea Bonacorsi, che ancora non ci ha regalato la prova tangibile di un buon affiatamento con la Ducati. Anche in Argentina Andrea ha fatto del suo meglio, ma ha portato a casa solo un undicesimo posto in qualifica, per poi fare doppio zero la domenica. Il risultato deriva da una caduta nella prima manche mentre era in sesta posizione, che gli ha procurato un forte dolore al costato impedendogli di fare bene anche in gara 2. Il suo morale è comunque buono: “E' stato un buon weekend che ci ha permesso di verificare il nostro livello. Mi sono sentito molto bene sulla moto e a ogni entrata in pista ho fatto progressi. In gara uno dopo una bella partenza ero davanti e avevo un buon passo, stavo facendo delle buone linee e sono certo che avrei potuto chiudere nei primi cinque. Purtroppo ho fatto una brutta caduta e ho picchiato le costole. In gara due speravo di farcela, ma dopo alcuni minuti ho sentito che non riuscivo a dare forza alle gambe e a spingere e mi sono dovuto fermare. Rimango positivo e so che quando riusciamo a mettere tutti i pezzi insieme possiamo lottare per stare nei cinque".

Il weekend di Forato è stato condizionato da una sassata in un occhio rimediata sabato nella manche di qualifica, che lo ha costretto a guidare con un occhio chiuso tutta la gara e passare dal centro medico per essere sistemato. La domenica ha risentito del problema ed è pure caduto in entrambe le manche, gli sono stati rubati gli starting block, oltre ad aver sfondato il cancello al via di gara 2, costringendo la direzione gara a esporre la bandiera rossa. Ha chiuso 18° di giornata, lontano dai suoi obiettivi, ma sappiamo che il suo valore in questo momento non è quello della classifica; è solo andato tutto male, come dice lui stesso: “Un weekend sfortunato, però sono tutto intero, se vogliamo trovare qualcosa di positivo… In realtà, sabato mi sono sentito abbastanza bene fino alla manche di qualifica, quando ho preso un sasso nell’occhio e per tutta la gara non ho visto bene: è stata una manche molto dura. In gara 1 invece mi sono subito ritrovato per terra alla prima curva. Sono ripartito con il manubrio storto e senza freno anteriore, ma ho comunque cercato di fare il possibile e ho finito ventesimo.

Prima della seconda manche sono spariti i miei blocchi di partenza, quindi ci siamo fatti prestare un blocco che non era esattamente della mia misura. Dietro al cancello mi sono sbilanciato e mi è scappato il dito. Pensavo di andare addosso al cancelletto, invece è andato giù. Ho rallentato subito perché pensavo ci fermassero, invece la bandiera rossa è arrivata dopo un paio di giri. Ripartiti, ho affrontato la prima curva abbastanza bene, ma poi sono stato coinvolto in un’altra caduta. La mia moto è rimasta incastrata. Ho perso molto tempo, ripartendo ancora una volta ultimo, e sono arrivato quindicesimo. Non è di sicuro l’esordio stagionale che volevo, ma è andata così. Adesso dobbiamo pensare alla prossima gara. Cercheremo di essere più combattivi e speriamo anche più fortunati in Spagna”.

Complessivamente positiva la trasferta di Mattia Guadagnini, sulla KTM del team Van Venrooy. Mattia ha chiuso ottavo nella manche di qualifica e ha lottato bene in gara 1, portando a casa il 15° posto. Nella seconda partenza è caduto, cadendo una seconda volta nel primo giro, e la sua gara sembrava compromessa. Per sua fortuna è stata esposta la bandiera rossa e Mattia è potuto ripartire finendo 14°. Considerando i problemi degli altri, lui è stato il secondo italiano dopo Adamo.

Arriviamo ai due giovani della MX2, partendo da Valerio Lata. Il pilota HRC ha avuto un sabato positivo con un settimo posto in battaglia con diversi protagonisti. Il livello della MX2 di quest'anno è piuttosto omogeneo se parliamo delle posizioni alle spalle di Laengenfelder e Coenen, che hanno dimostrato di essere una spanna sopra agli altri. Valerio in gara 1 ha un po' faticato nella seconda parte, chiudendo in ottava posizione e con un quintio posto potenzialmente alla portata. In gara 2 è partito davanti, ma si è toccato con Coenen alla prima curva, finendo a terra sul primo salto in una carambola che lo ha visto protagonista di un incidente molto spettacolare e potenzialmente grave. Per fortuna si è rialzato solo con qualche acciacco, ma la sua gara è finita lì. Ci riproverà in Spagna tra due settimane.

Chiudiamo con Simone Mancini, che questa gara neanche avrebbe dovuto farla. Il marchigiano della Ducati è stato chiamato all'ultimo momento a sostituire Ferruccio Zanchi e ha fatto più che il suo dovere. Due manche a punti per un 17° posto finale. Un risultato da cui partire per costruire la crescita sua e della Desmo250 MX, al debutto assoluto nel Mondiale MX2: “Correre in Argentina è stata una bella esperienza; poteva finire anche meglio, ma ho fatto un weekend in progresso, dalle libere a gara due, migliorandomi ogni volta. La pista era impegnativa e anche fisicamente è stato molto provante, perché non sono ancora pronto per fare le manche da 30 minuti più due giri del Mondiale, ma ho stretto i denti fino alla fine e sono contento della mia guida. Ora continuiamo a prepararci per l'Europeo, cercando sempre di migliorare.”








