Nonostante tutto, l'MXGP del Trentino è un successo
- Marco Gualdani

- 20 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Spalti pieni, gare incredibili e un’atmosfera unica: a Pietramurata il motocross continua a emozionare

Siamo al day after dell'intenso GP del Trentino, che ha visto Jeffrey Herlings sul gradino più alto e anche il ritorno alla vittoria di manche di Tim Gajser. Un weekend di gare scoppiettanti, che trovano spazio nei vari approfondimenti settimanali; qui non parleremo della parte sportiva, piuttosto del GP nel suo complesso.

Sono ormai 15 anni che il mondiale motocross fa tappa in Trentino e dopo le prime edizioni un po' di assestamento, quello di Pietramurata oggi è diventato un appuntamento imperdibile, ricco di spunti, entusiasmo, iniziative, emozioni, contesto da togliere il fiato.

Nonostante qualcuno trovi sempre il modo di lamentarsi anche di fronte a un successo evidente, quello del Trentino è un GP che risalta le qualità del motocross moderno, pur con tutti i suoi lati negativi. Per esempio i parcheggi; pochi e lontanissimi dalla pista, che costringono il pubblico a lunghe camminate per arrivare nelle tribune naturali, dopo aver pagato un biglietto non esattamente a buon mercato. Non parliamo poi delle multe di chi ha parcheggiato sulla statale o dei vari disagi che hanno toccato anche i piloti, con il camper nella parte alta della pista e il camion del team in quella bassa.

Questo per dire che non è che è tutto bello e tutto facile, ma a Pietramurata le difficoltà si affrontano con uno spirito diverso, costruttivo, positivo. Perché poi il risultato è quello di una gara pazzesca, dall'inizio alla fine. Le livree dedicate delle moto, l'abbigliamento tricolore, il pubblico che arriva dall'est e che si amalgama perfettamente con quello italiano, uniti dalla passione comune per le gesta dei piloti in pista.

Oh, sparavano i fuochi d'artificio! Fumogeni, trombe, moto seghe, in barba a quelli che vogliono sempre castrare l'entusiasmo della gente verso una disciplina che provoca eccitazione. Ma come fai a sedare 'ste cose? La gente che guarda il motocross deve fare casino. Soprattutto se è un casino sano, pulito, responsabile come quello visto (ancora una volta) sulle tribune di Pietramurata. Tra casino e violenza c'è una differenza enorme e dei moralizzatori non se ne sentirebbe la mancanza.

La scelta di Tim Gajsr di fare un omaggio a Valentino Rossi ha diviso gli appassionati, tra chi lo ha trovato onorevole e chi, invece, non ha capito il nesso. Quello che non è emerso, attenzione, è che il paddock ha mormorato per tutto il weekend del possibile arrivo del Dottore, che sembra avesse confermato la presenza. Poi, però, non è venuto. A memoria diremo che Valentino non abbia mai presenziato a una gara di MXGP; sarebbe interessante vedere il risultato.

Ciò che è mancato è stata una prestazione di prestigio per i nostri. In quattro categorie (MX2, MXGP, EMX125 e EMX250) non c'è stato nessun italiano sul podio, forse per la prima volta nella storia di questo GP. E non perché non ne avessimo la possibilità, semplicemente stavolta non è andata. In certi casi si è trattato di episodi, in altri non c'è proprio nulla da fare; tanto la soluzione è sempre il post del lunedì in cui si promettono faville alla gara successiva e avanti così.

Le gare sono state comunque bellissime. Il tracciato era ultra selettivo e si sono viste numerose cadute; sabato per il fondo duro, domenica per i canali e le buche mostruose. Un semplice appassionato che vede quei piloti girare lì dentro, con quel ritmo, fa fatica a darsi una spiegazione di come sia possibile. Alla fine i migliori vengono sempre fuori e Herlings ha regalato emozioni altrettanto quanto Tim Gajser. In Trentino una gara noiosa non la ricordiamo, proprio per le insidie di una pista che si presta a grandi imprese, senza dimenticare l'apogeo di Tony Cairoli del 2017.

Oggi al Ciclamino non ci sono più i rumori del pubblico e delle moto, ma dei mezzi di servizio che smontano tutta la cornice dell'evento, con ancora qualche team intento a metter via quello che rimane prima di riprendere la propria strada. Risultati sportivi a parte, un weekend come questo non può che aver lasciato buone vibes a chiunque. Ora il Mondiale cross si ferma per 5 settimane, uno stop enorme, vantaggioso per chi è indietro e forse poco utile a chi è in ottima forma in questo momento.

Si ripartirà dalla Francia alla fine di maggio, in quello che sarà un altro grande evento, forse anche superiore al Trentino per partecipazione ed emozioni. Ai detrattori dico di stare tranquilli, che di cose di cui lamentarsi ce ne sono sempre tante; noi pensiamo solo che continuare a ripetere all'infinito che il Mondiale non è più quello di una volta, dopo un po', stanchi. Chi vuole continuare continui, noi intanto ci riguardiamo le gare.











