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Tutto vero: Kawasaki lancia la KX327 a 2 tempi!

  • Immagine del redattore: Lorenzo Salsi
    Lorenzo Salsi
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Una moto totalmente nuova, alimentata a iniezione, con telaio dedicato e tecnologia moderna. Kawasaki torna a credere nel motocross a due tempi


Kawasaki l'aveva detto a gennaio 2025: torneremo con una cross a 2 tempi. E il settore si era scatenato. Poi, il silenzio. Qualche promessa, qualche richiamo, ma niente di che, col risultato che si era sempre più alimentato il dubbio che fosse solo un tentativo per sondare il mercato.


E invece è tutto vero: Kawasaki ha lanciato l'inedita KX327 2027. Una moto tutta nuova dall'inizio alla fine, con un motore fatto su misura dotato di alimentazione a iniezione, valvola di scarico elettronica, avviamento elettrico, telaio su misura. Insomma, un investimento pazzesco per Kawasaki, che torna a credere nel 2 tempi dopo quasi 20 anni di abbandono. E c'è anche la versione enduro! Ecco tutte le info.



Partiamo dal motore, perché ovviamente è lui il centro di tutto il progetto. Kawasaki parla del primo monocilindrico due tempi a iniezione elettronica mai sviluppato dalla Casa. E già qui cambia completamente il discorso rispetto ai classici 2T green che conoscevamo.


Abbiamo: doppio iniettore, sensore interno al cilindro, valvola di scarico elettronica, (quindi compensazione automatica della carburazione) contralbero, avviamento elettrico e mappe selezionabili dal manubrio. E soprattutto rimane la miscela premix 32:1 (circa il 3% per noi italiani) niente miscelatore.


Molto interessante anche il layout dell’aspirazione; guardando bene le immagini si nota come il collettore gira attorno al monoammortizzatore prima di arrivare al motore; non è stato quindi cercato un condotto rettilineo come nelle 4T (dove passa sopra al mono ammortizzatore).



E poi c’è la cilindrata. 327 cc. Che all’inizio sembra quasi strana, ma in realtà ha perfettamente senso. Questa moto non nasce solo pensando al motocross europeo, Negli Stati Uniti e in Australia il mercato vuole cilindrate grosse. In Europa invece cilindrate superiori ai 300 cc facilitano enormemente le future omologazioni enduro. Nei prossimi anni probabilmente vedremo sempre più due tempi omologati oltre i 300 cc, perché sotto diventa sempre più difficile rientrare nelle normative antinquinamento.

Ma ora passiamo a raccontare la ciclistica perché, un po’ oscurata dalla novità del propulsore, è stata quasi sottovalutata, perché da lontano la guardi e pensi: “Ok, è una KX450 trasformata in due tempi”. Poi inizi ad osservare bene le foto… e capisci che qui c’è molto più lavoro.



Quello che sembra praticamente invariato rispetto alla KX450F 2026 è solo il forcellone. Il telaio invece cambia parecchio. Le forme ricordano chiaramente la piattaforma quattro tempi Kawasaki moderna, ma nel profondo sembra completamente rivisto.

I longheroni inferiori che terminano nella zona attacco pedane sono molto più snelli. Con conseguente pompa freno posteriore stata spostata molto più vicina al telaio. Cambiano anche: attacchi motore, attacchi telaietto e accesso al monoammortizzatore, e quest’ultima è una cosa interessante. Sulla KX450 l’accesso al mono avviene dal lato sinistro. Qui invece si lavora dal lato destro, probabilmente per dare più agio alla cassa filtro e garantire una aspirazione corretta.



Nella parte alta del perimetrale invece sembra esserci meno rivoluzione, anche se dalle immagini il cannotto di sterzo pare avere una quota leggermente più alta rispetto al terreno.

Ma la parte veramente curiosa è la culla inferiore perché sembra molto meno pronunciata rispetto alla quattro tempi, sia per via del motore più compatto, sia soprattutto per lasciare spazio all’espansione, che su una cilindrata del genere ha inevitabilmente bisogno di volumi importanti.



E qui arriva un dettaglio davvero particolare: quella parte inferiore del telaio sembra essere realizzata con tubi di alluminio piegati, una soluzione difficilmente adottata nei telai da motocross in alluminio. L’utilizzo di tubi e non di profilati cavi a sezione quadra determina sicuramente che a parità di materiale e spessori avremo una struttura con meno rigidità torsionale e longitudinale, una moto più sincera, pensata per accogliere un motore con meno inerzia e struttura rispetto ad un 450 4T.



Ed è una di quelle cose che ti fanno capire che Kawasaki non ha semplicemente adattato una moto esistente ma ha sviluppato qualcosa di specifico attorno al progetto due tempi.

Sul fronte sospensioni troviamo una forcella KYB da 48 mm completamente regolabile e il classico sistema Uni-Trak Kawasaki.


Le sovrastrutture sono nuove. La sella sembra più bassa e con meno spugna rispetto alla quattro tempi. Anche l’impianto frenante cambia. Nissin al posto di Brembo all’anteriore e rimane il Nissin al posteriore, ma dalle immagini si vedono chiaramente pompe e dischi differenti rispetto alla KX450F.



Poi ci sono tutte quelle cose che magari nel comunicato quasi non vengono dette, ma che raccontano tantissimo della moto: serbatoio trasparente anche sulla cross, cover laterale sgancio rapido (con uno strano incavo che sembra una presa d’aria per l’aspirazione) manopole ODI lock-on, cerchi Excel, manubrio Renthal. Dettagli piccoli, ma estremamente concreti per chi la moto la usa davvero.



La sensazione è che Kawasaki creda davvero nel progetto. Ed è forse questa la cosa più importante. Perché questa KX327 non dà l’idea di essere una semplice moto fatta per cavalcare la nostalgia del due tempi. Sembra invece il tentativo reale di riportare il 2T dentro il motocross moderno con elettronica, con una piattaforma sviluppata apposta, con un progetto globale e soprattutto con soluzioni tecniche che non si erano mai viste su una jap.

NON MANCA L'ENDURO!

Oltre alla versione motocross arriverà anche la KX327X dedicata all’enduro e al cross country. Quella avrà: cambio a 6 marce ruota posteriore da 18”, primino, frizione idraulica cavalletto laterale, gestione Rideology da smartphone. E sarà presto omologata per il mercato europeo, giusto con qualche piccola modifica necessaria (impianto elettrico, luci, targa ecc).

Serve dire che non vediamo l'ora di provarle?


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