Montevarchi e Agueda rilanciano una MXGP diversa?
- A cura della redazione

- 6 ore fa
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Dopo Miravalle, anche la pista in Portogallo si è presentata più battuta e "old style"

Quella di Montevarchi è stata una gara particolare sotto tanti aspetti, compresa la pista. Lo strato di terra superficiale non è molto profondo e subito sotto ci sono lastre di pietra. Per questo a Montevarchi la fresa può essere usata meno che in atri tracciati e così è stato anche al Mondiale MXGP. Il risultato è stato quello di un po' di polvere al sabato e una bella gara la domenica. La pista battuta con pochi canali e un disegno fatto di saliscendi e contropendenze, ha reso le gare vivaci e ricche di sorpassi. Qualcuno si è lamentato ma, nel complesso, siamo tutti d'accordo che le gare siano state animate e divertenti.

Poi è arrivato il Portogallo, che dopo due anni di fango ha ritrovato il sole e il secco. Anche in questo caso la fresa ha lavorato meno del solito, con il risultato di avere un tracciato battuto, ampio e con varie possibilità di interpretazione. Il giro era complessivamente molto veloce e, per questo, si sono visti meno sorpassi rispetto a Montevarchi (e qualche caduta di troppo), ma le gare sono state comunque interessanti, con i piloti che avevano la possibilità di interpretare il tracciato.
In due gare consecutive si è rivisto un po' di motocross "old style", che ha una resa diversa in tv e dal vivo: pochi canali, dove servono, fondo duro battuto, curve con appoggio esterno rialzato, in modo da essere più scorrevole e incrociare con la linea interna. Che si sia intrapresa una strada nuova di gestione del terreno al Mondiale?











