Non è un 2T, è una rivoluzione; l'analisi della KX327
- Marco Gualdani

- 1 giorno fa
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Perché il rilancio del 2 tempi di Kawasaki è storico, cosa comporta la scelta di montare il serbatoio trasparente e cosa c'è di totalmente inverso al passato

Smaltito l'entusiasmo per il ritorno di Kawasaki nel mercato del 2 tempi, con le due versioni KX327 e KX327X (qui i dettagli), è tempo di analizzare il progetto e contestualizzarlo. Per prima cosa la cilindrata: 327. Davvero curiosa; è la prima volta che il mercato offroad 2 tempi presenta una cilindrata intermedia dispari (125 a parte). Di solito si tende ad arrotondare, per questioni di marketing. Quasi nessuna moto ha 250 o 450 cc reali. Pensate che anche la Beta 350 in realtà è 351,7 cc.

Di certo la sigla genera ulteriore curiosità e dà l'idea della cilindrata reale, dato che Kawasaki non ha rilasciato nessun dato tecnico sulla moto. Non si conoscono le misure di alesaggio x corsa, non si sa il peso, la potenza e neppure quando arriverà e a quale prezzo.

Il lancio è stato puramente generico, ma non per questo meno entusiasmante. Sembra quasi che il messaggio di Kawasaki sia: ecco quello che abbiamo fatto, ragionateci su e poi vi diciamo i dettagli. E, se è così, ragioniamo.

Il primo aspetto è che Kawasaki non ha lanciato una moto elettrica. Cosa che sarebbe stata più allineata a certi aspetti di mercato, nel 2026. Per questo non siamo davanti a una moto 2 tempi da cross, siamo davanti a una rivoluzione assoluta. Perché quando ti aspetti di vedere il passaggio all'elettrico, ecco che il Giappone fa un passo indietro di 20 anni, andando a rispolverare una tecnologia che aveva lei stessa deciso di cancellare.
E questo è il primo dato, che certifica un futuro sempre meno roseo per la tecnologia elettrica. Non è che Kawasaki fa una moto 2 tempi e Honda, Yamaha e Suzuki ne faranno una elettrica, perché tutte le jap seguono le stesse logiche di mercato, ognuno con i propri tempi. La sensazioni è che Kawasaki sia stata solo la prima. Anche perché della CR Electric non si sa più niente, Yamaha ha fatto sparire tutto (compresa la trial), una Suzuki a batteria non si è neppure mai vista.

Poi c'è un secondo dato importante: il serbatoio trasparente. Non si è mai vista una moto da cross jap con il serbatoio trasparente di serie. E questo è un altro messaggio che Kawasaki ci manda: questa più che una moto da cross è una moto da enduro.

Già... Troppe cose fatte su misura, per un mercato solitamente poco considerato, anche a livello tecnico, dal mondo jap. Oh, la KX327X ha il cambio a 6 marce di serie! Vuol dire che in fase di progetto si è tenuto conto di montare due diverse trasmissioni: a 5 marce per il cross e a 6 per l'enduro. E questa è un'altra pazzesca rivoluzione.

Anche perché, quella cilindrata lì, per il motocross è molto limitante a livello di mercato. Un 2 tempi da 327 cc (ma aspettiamo la scheda tecnica per confermarlo) non è un prodotto racing. Non può competere per regolamento con le 250/MX2 e non ha possibilità di essere competitivo contro le 450. Quindi è una moto che strizza l'occhio all'amatore, probabilmente non giovanissimo, che si limita a girare il fine settimana, senza fare troppe gare. Un target mirato, ma anche limitante. E questo non solo in Italia.

Diverso è il discorso dell'enduro, dove una 327 2 tempi ha un mercato potenzialmente molto più soddisfacente. Non a caso le più vendute del settore sono la Beta e la KTM 300, ormai da più di 10 anni. E con una cilindrata più alta Kawasaki sembra anche aver valutato anche le necessità delle omologazioni europee, a tendere vincolate a modelli 2 tempi di cubatura sempre maggiore.
E qui arriviamo all'ultimo particolare che emerge da questa rapida analisi: per la prima volta, Kawasaki non sembra aver fatto una moto da cross che poi viene endurizzata, ma esattamente il contrario.











