Kawasaki, quale futuro dopo l'addio di Sexton?

La partenza dell'americano è l'ultimo capitolo di un momento complicato, con una reputazione da ricostruire in USA e un progetto europeo che perde protagonisti

L'annuncio dell'addio di Chase Sexton alla Kawasaki è stato una bella batosta per la Casa di Akashi. Soprattutto perché Kawasaki in USA ha un passato straordinario e un forte ascendente sul pubblico statunitense. In verde hanno vinto alcuni tra i più grandi piloti della storia, come Ward, Emig, Carmichael, Stewart, Villopoto e Tomac.
Ma oggi le cose sembrano non funzionare più per il verso giusto e l'addio di due piloti di altissima caratura come Prado e Sexton in due anni di fila rappresentano un precedente mai visto e dannatamente pesante per la KX450.
Neppure gli aggiornamenti tecnici che caratterizzano il MY 2027, aggiornato a telaio e motore, sono stati sufficienti a convincere Sexton a restare e tentare di correre almeno un'altra stagione.

E anche le prospettive non sono troppo incoraggianti. Manca ormai poco all'annuncio di Malcolm Stewart, che subentra a Sexton come pilota di punta. Stewart è un ottimo pilota e ha corso in sella a tutti i marchi più importanti nella sua carriera: Suzuki, Honda, Yamaha e Husqvarna. Praticamente gli manca solo la Kawasaki, cioè la moto con cui il fratello James ha scritto pagine gloriose di motocross e supercross.

Ma è anche vero che Malcolm non finisce una stagione da molto tempo, fermato sempre da infortuni pesanti, proprio sul più bello, quando cioè inizia a prendere il ritmo giusto. Diciamo che sulla carta non è il pilota più adatto a tirare fuori Kawasaki da questa situazione.
E difficilmente potrà fare la differenza il confermato Garrett Marchbanks; la sua stagione da rookie in 450 non è stata male, ma resta un ottimo secondo pilota e non certo uno che parte per vincere il titolo. Kawasaki può permettersi un'altra stagione sottotono?

Parallelamente, la situazione in Europa non è tanto migliore. Febvre è stato un meraviglioso viatico per trasmettere il messaggio che la moto, in fondo, tanto male non è. Ma con la sua partenza e il fallito ingaggio di Farres, resta il solo Pauls Jonas a difendere i colori nel Mondiale MXGP. Questo sempre che non succeda un (molto improbabile) colpo di scena dalle parti di Tim Gajser.
A quanto pare, Kawasaki non sarà più presente neppure nel Mondiale EnduroGP, nonostante l'arrivo sul mercato della KX327X, la due tempi che tutti aspettano e che, speriamo, possa essere il mezzo per far tornare a sorridere gli amanti delle verdone.











