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Search results for "mondousa"

101 risultati trovati per "mondousa"

  • Come sta Jett Lawrence? E quando torna?

    L'infortunio alla caviglia sembra essere più complicato del previsto Si era inizialmente annunciato che Jett Lawrence sarebbe tornato per le ultime del Supercross, magari per aiutare il fratello Hunter nella conquista del titolo. Ora si parla della prima del Pro Motocross, ma che non è comunque confermata. L'infortunio alla caviglia dello scorso dicembre sembra essere molto più complicato di quanto si pensava all'inizio e a spiegare la situazione è stato lo stesso Jett: "Sto migliorando, ma è un processo lento , non è stato facile come per il legamento crociato anteriore dell'anno scorso. Ci stiamo arrivando, ho appena iniziato a girare un po' sul piatto e questo mi ha aiutato molto, perché le vibrazioni della moto hanno spezzato il tessuto cicatriziale in un punto che non si riusciva a raggiungere. Come dicevo ci vuole pazienza, ma come immaginate mi sta facendo impazzire! Voglio solo tornare alla normalità e mi mancano molto le gare. Penso che sarò pronto per l'inizio del Pro Motocross, ma è un infortunio nuovo per me e non ho molta esperienza in merito. Spero di tornare per il National, ma non si sa mai. L'astragalo non riceve molto afflusso di sangue, quindi è un processo lento, che valutiamo settimana per settimana". Jett ha anche parlato degli avversari che dovrà affrontare al National: "Sono emozionato. Eli sta andando alla grande con la KTM. Mio fratello Hunter sta andando persino meglio dell'anno scorso, Prado con la KTM sarà molto competitivo. Chase... può essere più veloce quando vuole. Quindi ci sono molti ragazzi di cui non solo devo stare attento, ma contro cui devo anche essere sicuro di dare il massimo se voglio batterli. E loro la pensano allo stesso modo, quindi sarà emozionante. Penso che sarà davvero emozionante per questo sport. C'è sempre qualcuno di nuovo che emerge (Deegan). La gente adora i nuovi arrivati ​​che se la cavano bene nella categoria 250 e vuole sempre vedere come se la cavano contro quelli della 450. Quindi sono emozionato. Amo stare all'aria aperta, mi sento più a mio agio all'aperto. Non mi sento così limitato. Prego e spero di essere al 100%, perché se lo sarò quando inizieremo, so di avere buone possibilità. Credo in quello che posso fare e penso che sarà un'estate davvero divertente".

  • Cairoli è in USA; prove di National?

    Tony si sta allenando a casa di Barcia; possibile un ritorno in gara al Pro Motocross Che Antonio Cairoli sia infinito lo sappiamo, così come conosciamo bene la sua voglia di continuare a correre in moto, nonostante i 40 anni festeggiati lo scorso settembre. E sappiamo anche che uno dei campionati che lo ha sempre attratto è il Pro Motocross, cioè il torneo outdoor che si corre in USA in estate. Prima con KTM e poi con Ducati è riuscito a schierarsi dietro al cancello di qualche gara, ma sembra non essere ancora del tutto sazio dell'esperienza. E così il viaggio che lo vede protagonista nelle ultime ore in terra americana potrebbe non essere solo un tour di piacere per lui e la Ducati. Per quanto sembra proprio che si stia divertendo molto assieme a Justin Barcia, nel suo pazzesco compound Bam Land. Il Pro Motocross 2026 scatta il prossimo 30 maggio dal classico Fox Raceway di Pala, probabilmente troppo lontano per immaginare che Tony possa restare in USA fino a lì. Quello che, invece, potrebbe concretizzarsi è la possibilità che Cairoli sia andato nuovamente in America per proseguire lo sviluppo della Ducati assieme a Factory Connection e che poi possa tornare quando il Pro Motocross entrerà nel vivo, in piena estate. Che Tony possa schierarsi al via di alcune gare di National, però, lo diamo quasi per certo; una, due, cinque? Qualcosa con la 250? Antonio sta girando ancora con la Desmo450 MX, ma Ducati ha in programma di lanciare anche la 250 4T a stretto giro; potrebbe essere anche quella un'occasione per rimettersi in gioco ulteriormente per Tony?

  • Frattura del perone per Jo Shimoda

    Accertamenti hanno evidenziato la frattura. Ma il National non è a rischio Nuovo stop per Jo Shimoda, protagonista di una stagione costellata dagli infortuni. Analisi più approfondite dopo la caduta di St. Louis hanno evidenziato una piccola frattura a perone della gamba sinistra. Ma Honda assicura che non si tratta di un problema serio, che non serve operazione e che Jo tornerà per il Pro Motocross. Ecco il comunicato HRC. A seguito di una caduta avvenuta sabato durante la tappa AMA Supercross di St. Louis, il pilota del team Honda HRC Progressive, Jo Shimoda, salterà il resto della stagione. La valutazione iniziale in pista non aveva evidenziato fratture, ma gli esami di imaging effettuati martedì a Clermont, in Florida, hanno confermato una piccola frattura del perone sinistro di Shimoda. La lesione non è scomposta e non richiederà un intervento chirurgico; tuttavia, Shimoda dovrà indossare uno stivale ortopedico per due o tre settimane. Il pilota giapponese dovrebbe tornare in tempo per la gara di apertura della stagione AMA Pro Motocross, il 30 maggio al Fox Raceway di Pala, in California, dove il team Honda HRC Progressive prevede di schierare tutti i suoi piloti. “Jo è un atleta tenace e siamo fiduciosi che si riprenderà completamente " , ha dichiarato Brandon Wilson, Manager of Racing & Experiential di American Honda. “Ci aspettiamo che sia un serio contendente per il titolo AMA Pro Motocross 250 e che lotti con tutte le sue forze per difendere il suo titolo di campione SuperMotocross. Il nostro team gli fornirà tutto il supporto necessario durante la riabilitazione per garantire che sia pronto a competere ai massimi livelli".

  • Roczen: "Mi godo ogni minuto; e se perdo, pazienza"

    Il tedesco in piena in lotta per il titolo Supercross prova ad analizzare la situazione Dopo 12 round del Supercross, tre piloti sono separati da soli 5 punti: Lawrence, Tomac e Roczen si giocano il titolo nelle ultime prove. Ma se Tomac e Lawrence erano già pretendenti annunciati, la stagione di Roczen ha del miracoloso: a 32 anni, in sella a una Suzuki un po' datata, ha vinto le ultime due finali. Parte davanti, non fa errori, è concentrato, sta bene e il fisico per il momento lo sta supportando. E anche lui fa un po' fatica a crederci. " Onestamente, non avrei mai pensato di ritrovarmi in questa posizione. Anche dopo aver ripreso a correre in seguito agli infortuni al braccio, non mi sentivo lo stesso fisicamente e mentalmente, ci sono stati alcuni anni in cui è stato davvero difficile. E quando sei così in basso, è molto difficile tirarsi fuori da quella situazione. Per questo non avrei mai pensato di ritrovarmi di nuovo a lottare per il titolo, anche se una parte di me ci sperava ancora. Il concetto magico è questo: "M i sto godendo ogni singolo momento e se le cose dovessero andare male, pazienza, non ho davvero nulla da perdere. Io e la squadra ci impegniamo al massimo, ma non viviamo la cosa con eccessivo stress".  Gran parte del merito va alla sua famiglia: "Con mia moglie stiamo insieme dal 2014. Lei mi ha visto in ogni momento della mia vita. C'è un legame speciale con tutta la nostra famiglia. Credo che se non avessi i miei figli, non so se sarei ancora in gara". La strategia è continuare a concentrarsi su ogni gara e non guardare al Campionato. " Non mi sono mai trovato così avanti in Campionato a questo punto della stagione. Quindi mi sto godendo ogni singolo minuto. Ma cerco di non guardare troppo la classifica". Certo che se succede...

  • Sexton: "Non ho cambiato setting, ma atteggiamento"

    Il pilota Kawasaki spiega come è riuscito a tornare sul podio del Supercross Un inizio di stagione fatto di tanti problemi, una sola vittoria, tanti interventi sulla sua KX450 evoluta gara dopo gara, poi un infortunio di cui si è capito poco, quindi il ritorno in gara e subito un incoraggiante secondo posto. Sexton spiega che il risultato non è arrivato per chissà quale soluzione tecnica, ma per un reset mentale che lo porta a valutare questa annata in modo diverso. Ecco come: "Mi sono detto che, al mio ritorno, avrei fatto del mio meglio e avrei cercato di superare gli aspetti con cui non mi sentivo a mio agio e sapevo di essere abbastanza bravo per riuscirci. Quindi ho dovuto affrontare dei giorni e delle settimane mentalmente difficili per riuscire a uscirne. Bisogna scendere in pista, correre con la propria moto ed essere il migliore possibile. Il team sta lavorando sodo. Non è per mancanza di impegno. S emplicemente, a volte le cose non vanno come previsto. Immagino sia stato un anno difficile, ma credo che questo sia il punto di svolta di cui avevamo bisogno per far decollare il progetto.  Vado in moto da cross da quando avevo due anni e mezzo e, nei giorni, nei mesi o in qualsiasi altro momento in cui non ti diverti più tanto, la cosa finisce per mescolarsi con la vita di tutti i giorni. So di cosa sono capace e so che se mi sento a mio agio posso uscire e guidare, ma in un certo senso mi stavo limitando a causa della mia zona di comfort. Non mentirò, non sono stati i giorni migliori in pista e non mi sono divertito molto fino all'incidente. E poi, dopo l'incidente, ho pensato: devo cambiare mentalità. Anche se non mi diverto, devo trovare comunque qualcosa di divertente. E sì, mi ha aiutato molto. Oggi, anche durante le prove, non mi sentivo benissimo, ma mi sono detto che sono tornato a correre e che posso fare ciò che amo per vivere. E vincere la manche di qualificazione mi ha fatto un gran bene, è stato un ottimo inizio per ritrovare fiducia. Sono cose con cui ho a che fare da un po' di tempo. E ora, in qualche modo, le sto superando. L'anno scorso nel Supercross ho vinto sette gare, ma non sono riuscito a conquistare il campionato: perdere per così pochi punti mi ha fatto molto male. E sapendo che era colpa mia, ho praticamente buttato via tutto. Le gare outdoor non sono andate benissimo. E poi, ovviamente, nemmeno il SuperMotocross è andato granché. Insomma, è stato un anno difficile. Direi che sono uno dei ragazzi più felici che possiate incontrare. È solo che, come ho detto, quando non ti diverti più tanto in moto, la cosa si ripercuote sulla tua vita . Ho dovuto lottare contro questo e cercare di godermi le giornate ed essere grato per quello che ho, perché è ciò che amo fare. È difficile rendersene conto quando ci sei dentro, ma correre in moto per vivere è davvero fantastico. Tutto questo mi porterà fortuna perché mi renderà più forte. È dura non essere in lotta per il Campionato perché a volte ti manca un po' di motivazione, semplicemente perché... ovviamente corri per vincere, ma il Campionato è tutto ciò per cui ci siamo allenati e preparati. Quindi sì, ovviamente il Supercross non è andato come speravo, ma spero che nell'outdoor potremo essere forti. Sarà una stagione molto competitiva. Ecco perché sono tornato così presto: per prepararmi alle gare all'aperto. So che sarà dura e che la concorrenza sarà agguerrita. Quindi ho bisogno di affinare la mia preparazione prima di iniziare".

  • Il Supercross abbandona il salto triplo

    Dopo l'incidente di Barcia è sparito l'ostacolo simbolo del Supercross. Vediamo perché e quali sono le alternative Sì, avete capito bene: in USA stanno seriamente valutando di eliminare il triplo salto dalle piste da Supercross. Chi segue questo sport lo sa bene: il triplo non è un ostacolo qualunque. È probabilmente il simbolo stesso del supercross americano , il salto che più di tutti caratterizza il concetto di tracciato indoor, il salto più spettacolare. E che rischia di essere abbandonato per sempre. I più attenti avranno notato che a Indianapolis, Daytona, Arlington, Seattle, Glendale, Houston, Anaheim 2 e San Diego il classico triplo gigantesco non faceva parte del layout della pista. L'ultima volta che si è visto in pista è stato ad Anaheim 1. Ed è stato quello il punto dell’incidente tra Barcia e Stewart. Un incidente generato proprio dalle caratteristiche del triplo, che sembra aver portato gli organizzatori del Supercross a ragionare su un’alternativa. Il triplo, per come è stato concepito finora, obbliga i piloti a prendere una decisione netta : o lo si chiude completamente, oppure si fa la sequenza “due più uno” . Ed è proprio questa seconda soluzione che crea il rischio maggiore. Chi fa doppio e poi uno si trova nel punto di atterraggio di chi il triplo lo sta chiudendo, arrivando dal basso verso l’alto, mentre chi salta scende dall’alto verso il basso. Una condizione estremamente pericolosa. Per questo motivo, dopo l’incidente di Barcia e Stewart si sta iniziando a sperimentare una soluzione alternativa. Nelle ultime otto gare i track designer hanno introdotto una nuova configurazione del triplo . La lunghezza dell’ostacolo è rimasta più o meno la stessa, che sappiamo essere variabile dai 65 agli 80 piedi, in media 22 metri, ma la gobba centrale è stata eliminata . Quello che rimane è la rampa di stacco e quella di atterraggio, ma con una geometria completamente diversa. Prima la terza gobba era molto ripida e stretta, mentre oggi è stata trasformata in un dosso molto più rotondo e progressivo , pensato per accompagnare l’atterraggio anche quando non è perfettamente centrato. In pratica il vecchio triplo è diventato una specie di doppio molto lungo , con un atterraggio più dolce e molto più tollerante agli errori. Curiosamente continua a essere chiamato triplo anche dai commentatori e dai piloti, ma in realtà la struttura è cambiata completamente . Questo rivoluziona parecchio la dinamica di approccio. Se un pilota decide di non chiudere il salto completo, non fa più “due più uno” come in passato . Deve invece abortire la manovra in anticipo e affrontare l’ostacolo con una sequenza molto più gestibile, sostanzialmente uno più uno . Ora c’è molto più spazio per gestire la situazione: il pilota che rinuncia al salto ha una velocità molto più bassa e ha il tempo di controllare cosa succede alle sue spalle, può voltarsi, capire se sta arrivando qualcuno e decidere con più calma la mossa successiva. Con la nuova configurazione, poi, se un pilota arriva leggermente corto la rampa stondata aiuta ad assorbire l’impatto , evitando quella situazione tipica del triplo tradizionale in cui si rischia di schiantarsi contro la terza gobba. In altre parole: si può anche provare ad azzardare il salto anche se qualcosa è andato storto in fase di rincorsa , perché l’errore non viene punito in maniera così brutale come accadeva prima. Per ora si tratta ancora di una fase di sperimentazione . I progettisti dei tracciati stanno osservando come reagiscono i piloti e come cambia lo spettacolo delle gare. Il punto è capire se questa soluzione riuscirà davvero a mantenere l’essenza tecnica del supercross riducendo allo stesso tempo alcune delle situazioni più pericolose. Il nuovo doppio finirà per mandare in pensione il mitico triplo o si farà un passo indietro? Lo scopriremo nei prossimi mesi, ma il fatto stesso che negli Stati Uniti si stia discutendo di modificare il salto simbolo del supercross dice già molto su come questo sport stia evolvendo.

  • Sexton e Kawasaki; è già rottura?

    Rumors parlano di un tentativo di Sexton di rescindere il contratto già in questa stagione, per passare alla Triumph Mentre Kawasaki annuncia il ritorno di Ryan Villopoto come brand ambassador e uomo immagine, iniziano a circolare rumors sulla possibilità che Chase Sexton stia cercando di svincolarsi dal contratto. Sexton ha saltato la gara di Daytona e non correrà a Indianapolis, ufficialmente per un infortunio di cui, però, non ci sono approfondimenti. Il paddock inizia così a mormorare della rottura tra il team e il pilota, dopo un avvio di stagione veramente molto difficile. La vittoria di San Diego è stata solo un raggio di luce in un percorso buio in cui non sono mancati i tentativi di trovare una soluzione. Da qui la crisi: se hai già provato tutto e non ne vieni a capo, ha senso continuare? Nelle prime sei gare abbiamo visto Sexton correre con materiale ufficiale, poi Pro Circuit, poi parti di serie, poi ancora delle vie di mezzo. Tanti tentativi, ma pochi risultati. L'indiscrezione è avvalorata dal fatto che Triumph ha un programma 450 ancora in fase di lancio, con scarsi risultati nei tentativi fatti da Forker e Smith. Dovesse riuscire a svincolarsi da Kawasaki, sembra che ci sia già pronta una Triumph con il numero 4; e non sarebbe quella di Ricky Carmichael. Ryan Villopoto riuscirà a risolvere la situazione? Il ritorno del campione sembra proprio essere il jolly definitivo per cercare di raddrizzare una situazione che sembra quasi irreparabile.

  • Anderson si ferma: "Ho sbagliato, scusatemi"

    Il team HEP Suzuki annuncia che Anderson si ritira a tempo indeterminato, dopo i fatti di violenza domestica di cui è stato recentemente protagonista L'assenza di Jason Anderson dalla gara di Daytona era solo la punta di un iceberg gigantesco, che ora emerge in tutta la sua grandezza con l'annuncio del ritiro di Jason dalla stagione 2026. Anderson è stato protagonista di una violenta lite con la moglie Kenzie che ha richiesto l'intervento della polizia e il conseguente arresto del pilota Suzuki (qui i dettagli) . Un episodio che ha mostrato una situazione personale molto difficile , che ora arriva a un punto di non ritorno. Il suo team HEP Motorsports ha comunicato che: " Pipes Motorsports Group annuncia che il pilota Jason Anderson si ritirerà dalle competizioni di Supercross a tempo indeterminato per questioni personali, familiari e mediche in corso. Questa decisione è stata presa congiuntamente da Jason e dal suo team dirigenziale, in coordinamento con l'organizzazione.  Pipes Motorsports Group rispetta la privacy di Jason e della sua famiglia e sostiene pienamente la sua decisione. Al momento non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni". Anche Jason ha parlato di quanto accaduto, senza nascondersi o trovare scuse: " Voglio parlare direttamente della recente situazione. Mi assumo la piena responsabilità delle mie azioni e sono sinceramente dispiaciuto per il dolore che hanno causato a mia moglie e alla mia famiglia. Chiediamo la massima privacy in questo momento, perché devo concentrarmi sulla mia famiglia. Mi allontano a tempo indeterminato per dedicare loro tutta la mia attenzione e impegnarmi a essere il marito e il padre che meritano".

  • Prado fuori dal Supercross di Arlington

    Purtroppo lo spagnolo sarà assente dal settimo round del Supercross, per le conseguenze dell'infortunio alla spalla di Seattle "Jorge Prado non scenderà in pista ad Arlington questo sabato e continuerà il percorso di ripresa dal suo incidente dello scorso fine settimana. Non sono emerse lesioni gravi, ma gonfiore eccessivo e irritazione all'articolazione della spalla destra richiedono tempo per guarire. Speriamo di rivederti presto, Jorge". Con questa nota viene comunicata l'assenza di Prado dal settimo round del Supercross, il primo nella Costa Est. Davvero un peccato per lo spagnolo che stava compiendo un meraviglioso percorso di crescita in questa stagione. Proprio a Seattle, prima della caduta, aveva fatto segnare il miglior tempo nella Q1 e sembrava destinato a vivere una serata da protagonista. Poi si è cappottato in avanti nel salto successivo al doppio del traguardo e da subito si è capito che non si trattava solo di una botta. KTM e lo staff del pilota non sono entrati nei dettagli, che probabilmente usciranno nelle prossime ore; si parla di un infortunio non serio e questo ci fa piacere, ma sappiamo anche che ci sono condizioni per le quali serve tempo per riassorbire la contusione o far riposare tendini e muscolatura. Speriamo che arrivino presto aggiornamenti più incoraggianti. Forza Jorge!

  • Sexton testa le piastre di serie?

    Continuano gli "esperimenti" sulla Kawasaki di Chase Sexton, tendenti sempre più a ritrovare il feeling della moto standard. O c'è un altro motivo? Sabato sera il Supercross si sposta nella East Coast per il round numero 7 del Campionato e per comunicare che il team Kawasaki ha raggiunto la Florida, Chase Sexton ha postato un po' di storie mentre si sta allenando in un tracciato da Supercross. Guardando le immagini nel dettaglio si nota come le piastre di sterzo della sua Kawa assomiglino molto (moltissimo) a quelle che monta la KX 450 standard. Possibile? Eppure sembra proprio così. La scelta di Sexton non sarebbe poi così strana, considerando le difficoltà di setup riscontrate nelle prime gare di stagione. La storia la conosciamo: Sexton è partito con un certo tipo di materiale, che ha abbandonato subito dopo la prima gara, dove ha raccolto risultati al di sotto delle aspettative. Alla seconda si è presentato con una Kawasaki ricca di componentistica Pro Circuit con piastre, leveraggio e scarico realizzati da Mitch Payton (la cui storia l'abbiamo recentemente raccontata nel video che trovate sotto). Ebbene, il materiale Pro Circuit non è così lontano dal prodotto di serie e, guarda caso, Sexton ha vinto il Main Event di San Diego. Il problema è che dopo è tornato in crisi, come avevamo ampiamente annunciato. Non puoi, infatti, cambiare tutto il setup della moto e aver magicamente risolto tutti i tuoi problemi. Era evidente che San Diego fosse un episodio, ma che di base le cose non fossero risolte. Ora il video qui sotto ci mostra la scelta di utilizzare addirittura delle piastre di sterzo standard! Una scelta che, all'apparenza, può sembrare folle se si pensa alle sollecitazioni del Supercross, ma che ha un senso logico, nell'ottica di un pilota che non viene a capo dei problemi di messa a punto: quando la situazione è così grave si fa un grosso passo indietro, si riparte da zero e si prova a ricostruire una moto factory sulle scelte di Chase, un pezzo alla volta. Vedremo se sabato sera ad Arlington userà le stesse piastre o se tornerà a un prodotto più racing. C'è anche un'altra cosa... Anche il motore non sembra essere più quello usato nelle prime gare. E lo si nota guardando il lato sinistro del propulsore, dove è evidente che il coperchio carter accensione sia originale. Se poi si guarda ancora meglio si nota come anche le viti siano quelle standard . Che Kawasaki abbia fatto un passo indietro anche sotto l'aspetto motoristico? Insomma, la moto che sta usando Chase è standard , fatto salvo per le sospensioni, lo scarico e pochi altri particolari. Tutto il resto è originale: forcellone, attacchi motore, tubazioni ecc. Ma potrebbe esserci anche una spiegazione ‘logistica’. Kawasaki potrebbe aver spedito solo poche parti dalla California alla Florida, per permettere a Sexton di abituarsi al clima tropicale della costa est (e al fuso orario), prima dell'arrivo del materiale ufficiale completo? E per questo Sexton sta girando con una moto standard con solo qualche dettaglio? Potrebbe essere, anche se questa sarebbe un'ipotesi piuttosto remota, perché difficilmente un team factory ha queste difficoltà e un pilota ufficiale non gira con moto standard durante la stagione. Quindi: scelta logistica o siamo di fronte a una decisione drastica per cercare di recuperare una stagione iniziata in salita? Ancora un paio di giorni e scopriremo tutto!

  • Shimoda torna a correre questo weekend!

    Il giapponese della Honda prenderà il via al Campionato 250 East Coast che parte sabato da Arlington Buone notizie dal fronte Jo Shimoda: dopo il bruttissimo incidente che lo ha visto protagonista durante l'offseason e che gli è costato una frattura alle vertebre cervicali, è stato annunciato il suo ritorno in gara. Shimoda scenderà in pista già questo fine settimana nella prima prova del Campionato Supercross 250 East Coast di Arlington. Una ottima notizia che ci restituisce un protagonista del Supercross ma che soprattutto ne certifica la corretta ripresa dopo l'infortunio. Questo il comunicato HRC: " Il prossimo appuntamento per la Honda HRC Progressive è il settimo round dell'AMA Supercross, questo sabato ad Arlington, in Texas, una gara in onore dei militari. L'evento segna il primo round della serie 250SX East Region e Jo Shimoda ha in programma di partecipare. Il pilota giapponese ha subito un infortunio al collo durante la pausa estiva, ma si è ripreso relativamente in fretta dall'intervento chirurgico. Tutti in Honda sono lieti di dare il benvenuto al campione SMX 250 del 2025 alle corse".

  • Supercross San Diego: video, report e classifiche

    Vince ancora Tomac, si conferma Roczen, si rivedono Lawrence e Sexton. In 250 vince Deegan, tra le polemiche La seconda gara del Supercross 2026 ha dato conferme e qualche smentita. Sul gradino più alto del Main Event c'è sempre lui, Eli Tomac autore di un'altra ottima prestazione. Partito terzo dietro Lawrence e Roczen, ha gestito la gara alla perfezione, piazzandosi alle spalle di Roczen per più di metà gara, per poi sferrare l'attacco decisivo e andare a prendersi la bandiera a scacchi. Il tedesco della Suzuki ci ha provato seriamente a vincere, al punto che una volta persa la leadership ha avuto un vistoso calo, venendo superato anche da un concreto Hunter Lawrence. Quarto Sexton, autore di una finale in rimonta dopo essere rimasto incastrato sotto al cancello di partenza. Si è rivisto il Sexton di una volta, in grado di girare come i primi. Le modifiche fatte alla sua Kawasaki evidentemente hanno funzionato. Per finire parliamo di Prado; lo spagnolo è stato competitivo per tutta la giornata, conquistando un bel secondo posto nella heat alle spalle di Sexton. Ma in finale è partito a centro gruppo e lì è rimasto. Il punto debole di Jorge, anche quando era in MXGP, è sempre stato quello di non riuscire a mettere una pezza a una brutta partenza e infatti ha chiuso in 13a posizione. Ecco highlights e classifiche, sotto la 250. In 250 torna a vincere Deegan, che si prende anche la leadership del Campionato. Ma tanto per cambiare ci sono polemiche. Nel sorpasso che valeva la prima posizione, è stato fin troppo aggressivo con il compagno di squadra Anstie, che è finito a terra. Una manovra che ha costretto Ansite a chiudere in quinta posizione. Sul podio sono saliti Mcadoo e Mosiman. Ecco gli highlights e le classifiche.

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