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78 risultati trovati per "mondousa"

  • Deegan campione 250 all'ultima del National

    Pratica chiusa già dopo gara 1 a Budds Creek. In 450 vince ancora Lawrence. Video e classifiche A Deegan sarebbe bastato un 15° posto per festeggiare il secondo titolo AMA Pro Motocross nell'ultimo round di Budds Creek e così si è festeggiato già dopo gara 1, chiusa al secondo posto alle spalle di Davies. In gara 2 Deegan ha dominato, mettendo il sigillo a una stagione fino a qui quasi perfetta con il titolo Supercross e quello Pro Motocross conquistati in fila e con il nuovo obiettivo di far proprio anche il torneo SMX. La gara della 450 è stato ancora una volta affare dei fratelli Lawrence che si sono spartiti le vittorie delle due manche. Con il campionato chiuso già la settimana scorsa, c'erano da definire le altre posizioni. Tomac chiude terzo pur senza una vittoria, Cooper si conferma ottimo anche nell'outdoor con il quarto posto, bene Hamphire quinto e migliore dei piloti con moto austriache e sesto Prado. Lo spagnolo ha faticato anche a Budds Creek e ha chiuso sempre fuori dalla top 10, ma il sesto posto finale in Campionato è comunque un risultato positivo, derivato dalla costanza e dai pochi zeri segnati in classifica. Chiaro che gli obiettivi erano altri. Tra 15 giorni partiranno i Playoff del Campionato SMX e si ripartirà da capo. Intanto ecco classifiche e video del Pro Motocross 2025 a Budds Creek.

  • Perché Jett Lawrence è stato penalizzato?

    In gara 1 a Ironman il pilota Honda ha scavalcato il cancello, ma non ha avuto alcun vantaggio Nella prima partenza del Pro Motocross di Ironman, Jett Lawrence si è reso protagonista di un insolito errore per un pilota del suo calibro: ha anticipato la partenza, finendo per scavalcare il cancello . L'errore di Jett è stato innescato dal pilota alla sua destra, che si è mosso quando ancora la partenza non era avvenuta. Lawrence "c'è cascato" e ha mollato la frizione all'istante. Ma i cancelli erano ancora su e Lawrence ha toccato con l'anteriore il suo. A dir la verità, l'impatto non è sembrato così forte da giustificare il ribaltamento del cancello in avanti... Sembrava quasi mancare il blocco metallico che porta i piloti a restare incastrati sotto, perdendo una vita per ripartire. Sta di fatto che, secondo le regole AMA, Lawrence ha "scavalcato" il cancello e la sanzione per questa infrazione è un giro di penalità a fine gara, secondo la sezione 1.8.9, C.1. del regolamento: "Saltare o violare il cancelletto può comportare una penalità di un giro o la squalifica". Così Lawrence è passato da terzo a 17°. Se lo avesse toccato o fosse rimasto sotto, la sanzione non sarebbe stata applicata , perché la AMA riconosce la differenza tra "toccare" e "scavalcare" il cancello, considerando questo caso specifico come vantaggioso per il pilota. Nella realtà, però, Lawrence non ha avuto alcun vantaggio dalla situazione, anzi è partito malissimo, intorno alla ventesima posizione. Questo ha generato un acceso confronto sui social tra chi ritiene che la penalizzazione vada comminata nel caso in cui ci sia un effettivo vantaggio e chi, invece, ritiene giusto applicarla a prescindere , in quanto regola infranta (come ha fatto la AMA).

  • Pro Motocross Ironman: video, report e classifiche

    Che gara! Jett viene penalizzato, Sexton cade e vince Hunter Lawrence. Prado migliora. In 250 non c'è storia Ironman doveva essere una gara fuori dall'ordinario e così è stato. Nelle due manche della 450 è successo di tutto , col risultato che il podio finale vede Hunter Lawrence vincitore davanti a RJ Hampshire ed Eli Tomac. Una gara ricca di colpi di scena pazzeschi. Gara 1 è stata straordinaria. Jett Lawrence ha fatto un errore da cadetto anticipando la partenza e finendo per rompere il cancello. Un episodio che gli costa una penalità di un giro e che quindi lo vede 17° in classifica. Ma lui non ha comunque evitato di lanciarsi nella mischia. Partito malissimo (quasi ultimo) Jett ha iniziato una incredibile rimonta, parallela a quella di Sexton a sua volta caduto nel primo giro. Entrambi si sono rifatti sotto al gruppo di testa, passando gli avversari uno per uno con sorpassi straordinari. Poi sono arrivati allo scontro diretto, con Jett che ha più volte tentato di passare Sexton e il pilota KTM che ha risposto chiudendo tutte le porte, fino a condizionare la gara di Jett che si è dovuto accontentare del secondo posto virtuale. Una battaglia bellissima. Gara 2 è stata altrettanto ricca di colpi di scena , con Jett partito male ma capace di portarsi presto in testa e allungare sul gruppo. Dietro, Sexton fa un primo errore, una scivolata che gli costa solo qualche secondo. Poco dopo si accorge della caduta di Hunter Lawrence e con il sorpasso, Chase è virtualmente il vincitore di giornata. Pochi metri dopo, però, Sexton cade pesantemente all'atterraggio di un salto, dopo che la sua ruota anteriore è rimasta bloccata, forse per il contatto tra la pinza e un canale. Sexton deve ritirarsi, lasciando ad Hunter la vittoria di Ironman, con due secondi posti. Per Hampshire si tratta del primo podio in carriera in 450. Tomac chiude terzo una gara in cui non è stato mai veramente protagonista e Prado fa quinto assoluto con un quinto e un sesto posto . Per lo spagnolo ancora due ottime partenze, ma questa volta ha tenuto meglio il passo dei primi. In 250 c'è poca storia. Hained Deegna ha vinto le due manche su Shimoda e Tom Vialle. Sotto video e classifiche.

  • Sexton correrà con una Kawa replica Carmichael

    Al Supercross di San Diego Sexton omaggerà Ricky Carmichael correndo con una Kawasaki che richiama i suoi colori del 2001 Sabato sera Chase Sexton avrà sempre il numero 4, ma la sua moto sarà molto diversa. Al Supercross di San Diego Chase correrà con una Kawasaki KX450 marchiata "Chevy Trucks" che richiama il look della moto con cui Ricky Carmichael dominò il Supercross 2001. Un omaggio a The GOAT che proprio a San Diego conquistò la prima vittoria di quell'anno, vincendo 14 delle 16 gare in programma per quella stagione. L'omaggio è puramente estetico, perché è chiaro che le due moto non hanno niente in comune se non la marca (Kawasaki) e il numero 4 (incredibile!). Quella di Ricky Carmichael era una 250 2 tempi con telaio perimetrale in acciaio, mentre Sexton guida una KX450 con telaio in alluminio; la figata è che lo stesso sia stato colorato di verde proprio come la versione 2001 della KX250. L'iniziativa sarà di buon auspicio per un piota che arriva da una prima gara abbastanza disastrosa? Speriamo. Anche perché quei colori meritano un ottimo risultato!

  • Anderson è già sulla Suzuki

    Annunciato il passaggio di Jason in giallo, come compagno di squadra di Roczen Suzuki Motor USA, LLC e Pipes Motorsports Group sono orgogliosi di annunciare che il campione Monster Energy AMA Supercross 2018 Jason "El Hombre" Anderson si unirà al team Twisted Tea Suzuki presentato da Progressive Insurance, a bordo della Suzuki RM-Z450 per le stagioni 2025 e 2026 del World Supercross e 2026 del SuperMotocross. Il ritorno di Anderson è più di un semplice acquisto, è un ritorno a casa. Prodotto del programma amatoriale Suzuki a metà degli anni 2000, Anderson ha vinto cinque volte il Loretta Lynn's Amateur Championship e si è aggiudicato il prestigioso Nicky Hayden AMA Horizon Award nel 2010, prima di debuttare da professionista nel 2011 con il team Rockstar Suzuki. Ha conquistato il suo primo podio da professionista nel 2012 con un secondo posto a Salt Lake City e ha ottenuto la sua prima vittoria da professionista a Salt Lake City nel 2013. Noto ai fan come "El Hombre", i primi successi di Anderson su Suzuki hanno gettato le basi per una brillante carriera professionale che include il campionato 250SX West del 2014, il campionato AMA 450SX del 2018 e oltre 16 vittorie nella classe regina. La sua comprovata velocità e tenacia, unite alla sua ricca tradizione Suzuki, rendono il suo ritorno nel 2026 un vero e proprio momento di svolta. "Sono davvero emozionato di tornare in giallo" , ha detto Jason Anderson. "La mia prima esperienza con il supporto ufficiale è stata con Suzuki nel 2003, quindi 23 anni dopo è davvero fantastico essere con loro ai massimi livelli di questo sport!". "Il ritorno di Jason Anderson in Suzuki è un altro grande momento per noi. Jason ha sempre avuto quella scintilla ribelle: appariscente, grintoso e impavido in sella. È una storia che si chiude in un cerchio che onora la storia di Suzuki, ma che sembra anche l'inizio di qualcosa di nuovo. Con la precisione di Ken Roczen e la creatività di Jason, abbiamo una doppietta tanto pericolosa quanto elegante. I fan adoreranno l'energia che questi due porteranno al via", ha dichiarato Chris Wheeler, responsabile degli sport motoristici di Suzuki Motor USA. "Tutti nel team sono entusiasti di avere Jason a bordo a partire dall'evento del Mondiale Supercross di Buenos Aires", ha dichiarato Dustin Pipes, Team Principal del Pipes Motorsports Group. "Avere l'opportunità di portare un ex campione di Supercross nel team non è un'esperienza da prendere alla leggera, e crediamo che l'ambiente e la struttura del team tireranno fuori il meglio da Jason. Siamo davvero emozionati di vedere cosa potremo realizzare insieme". Anderson porta con sé non solo il suo curriculum vincente, ma anche il suo stile distintivo e la sua grinta. Il suo arrivo rafforza una formazione già forte, affiancata da Ken Roczen, creando una coppia dinamica e vincente, mentre la squadra punta a lottare per il titolo nel 2026. I fan potranno ammirare per la prima volta Anderson con i colori Suzuki al round di Buenos Aires del Mondiale Supercross. Dopo la WSX, si concentrerà sull'inizio della stagione SuperMotocross, il 10 gennaio 2026 all'Angel Stadium di Anaheim, in California.

  • Deegan (padre): "Il sistema ci obbliga a correre così"

    Brian cerca di spiegare i perché della condotta aggressiva di Haiden a Las Vegas Nel video post gara pubblicato sul (seguitissimo) canale YouTube The Deegans , si è ripercorsa tutta la tumultuosa serata dell'ultimo round del SuperMotocross di Las Vegas. Ricapitolando brevemente, dopo che Kitchen lo ha buttato fuori pista nel secondo round di St. Louis, a Deegan non bastava vincere a Vegas per chiudere primo il Campionato e portarsi a casa i 500.000 dollari di monteprem i. Quindi ha fatto di tutto per ostacolare Jo Shimoda e Hammaker fino a che non è stato lui a cadere e a rompersi la clavicola. Nel video, che vi postiamo qui sotto, il padre Brian (ex star del Supercross) ha cercato di spiegare il perché si è arrivati a questo punto e distribuisce le responsabilità anche a chi ha stilato i regolamenti. " Quando crei un campionato di tre gare e metti il punteggio triplo nell'ultima generi una specie di folle corsa al montepremi. Fai saltare tutte le regole, perché a quel punto tutti hanno il diritto di provarci. Probabilmente se non fosse successo niente a a St. Lous non credo che Haiden avrebbe fatto una corsa così estrema. Haiden è stato messo in una situazione difficile e ha dovuto tirarsi fuori da solo ; sfortunatamente Jo è quello che ha dovuto affrontare il peso maggiore, ma non penso sia stata una cosa personale. Credo solo che siano le corse. Tutti stano lottando per centinai di migliaia di dollari e certamente non sono contento di come stanno andando le cose, ma il sistema è stato creato per portarci a questo punto, è come se tutto sia stato fatto per generare delle gare molto animate e aggressive . E penso che questo ai tifosi piaccia. Molti stasera sono venuti a vedere esattamente questo, ma tutto è generato dal format e dal modo in cui si svolge. Non mi sembra che nelle gare outdoor o nel Supercross ci siano questi problemi. Nel complesso sono orgoglioso di Haiden per aver combattuto, per noi è la cosa più importante. E sono contento che non sia successo niente a Jo e agli altri, non voglio vedere nessuno farsi male. Ma se si vuole che le cose siano più corrette sarà necessario che l'AMA intervenga e che le regole vengano chiarite . Se si pongono le condizioni per cui un campionato si può vincere senza troppi problemi allora i piloti lo faranno, è semplicemente così che vanno le cose. Quindi ci sono alcune cose che devono essere sistemate con le regole per rendere le corse un po' più pulite, ma finché non sarà fatto si andrà avanti così. Adesso Haiden si farà sistemare la clavicola e passerà al prossimo affare. Negli ultimi tre anni non ha saltato neppure una gara da pro e credo stia avendo una bella carriera; ce la farà . Lui è un duro, resisterà a tutto, fa parte dello sport. E questo è un gioco duro da giocare" .

  • Deegan proverà a correre il Nazioni!

    Operato alla clavicola, annuncia che farà di tutto per essere al via di Ironman Due settimane per una clavicola rotta sono un tempo molto ridotto, ma non è così impossibile vedere al via del Motocross delle Nazioni Haiden Deegan . A dire che farà di tutto per correre il Nazioni è lo stesso pilota, attraverso l'ultimo video pubblicato sul suo canale, realizzato poco dopo l'incidente con Shimoda nella finale del SuperMotocross di Las Vegas : " L'unica cosa che posso dire è che ho lottato fino alla morte per vincere questo Campionato. La clavicola è rotta e lunedì (22 settembre, nda) dovrò operarmi e poi verificare se c'è la possibilità di mettere in atto una terapia che mi possa far partecipare al Motocross delle Nazioni. Voglio esserci, sarebbe una cosa grandiosa". Per il momento nessuno del suo entourage ha aggiunto altro e non ci sono stati ulteriori aggiornamenti. Ma siamo certi che ci proverà e, conoscendo il soggetto, potrebbe anche riuscirci. Non sarebbe il primo pilota a rientrare dopo due settimane, che sembrano comunque pochissime se consideriamo che Herlings è stato fuori più di 4 la scorsa estate, ma è giusto chiedersi se possa avere senso. Di solito affretti così tanto le cose quando hai un titolo da vincere, mentre qui si parla "solo" di correre un Nazioni a cui Deegan non ha mai voluto partecipare e che rappresenta l'ultima gara prima della pausa invernale. Fare tutto di fretta per correre ad Ironman, invece, è un po' forzato. Comunque non puoi dare nessuna garanzia alla squadra e ti metti nella condizione di chiedere tanto al tuo corpo fondamentalmente per fare una gara a fine stagione. Parrebbe più sensato guarire con calma, staccare un po' la spina dopo una stagione lunga e tiratissima e prepararsi al meglio per il 2026. Ma si sa, che quando c'è di mezzo Danger Boy si fa fatica a definire i limiti della "cosa giusta da fare".

  • "Chi vuole sedersi vicino al re?"; e arriva Lawrence

    Divertente siparietto nella conferenza di Budds Creek: Deegan e Lawrence si sono stuzzicati a vicenda. Il futuro del Supercross USA è già scoppiettante Visto che (per ora) non possono scontrarsi in pista, Deegan e Lawrence si stanno prendendo le misure fuori. Le frecciatine sui social sono ormai una costante e piano piano i due stanno arrivando anche allo scontro diretto. Durante l'estate ci sono stati vari momenti che li hanno visti scambiarsi attenzioni: Lawrence lo ha preso in giro enfatizzando il gesto che fa il pilota Yamaha nel mostrare l'orologio con smorfia abbinata, ci sono state battutine per il fatto che Deegan potesse correre l'ultima del Pro Motocross in 450, dichiarazioni sempre poco accomodanti l'uno verso l'altro, presunti veti dei Lawrence nella partecipazione di Deegan al Supercross Australiano e via dicendo. Entrambi hanno capito che la gente adora queste cose ma, anche, che la sfida in pista tra i due sarà reale e che il confronto passa anche attraverso questo rapporto così conflittuale. Un rapporto che presto sfocerà in uno scontro diretto, cioè quando Deegan sarà pronto a passare in 450 a tempo pieno (si parla del Pro Motocross 2026 e poi del Supercross 2027). L'ultimo sketch è successo nel dopogara di Budds Creek , nel round finale del Pro Motocross. Deegan si è seduto al centro del tavolo della press conference, mangiando un ghiacciolo con fare spocchioso, per poi chiedere al microfono chi volesse sedersi accanto al "re" . Dopo pochi secondi è arrivato Lawrence che ha sbattuto il telefono sul tavolo e poi si è seduto , senza rivolgere uno sguardo o una parola al futuro rivale. I due hanno continuato a ignorarsi anche durante le domande; è stato chiesto quando i due sarebbero stati avversari in pista e lì Deegan ha abbassato un po' i toni, a differenza di Lawrence: "Non vedo l'ora... - ha detto Jett - Sono sempre pronto per nuove sfide. Quando vengo sfidato da qualcuno davvero bravo, finisce che guido ancora meglio. Nasce una nuova motivazione. Ovviamente, nessuno vuole perdere in questo sport, quindi ogni volta che perdo, mi innervosisco parecchio e lavoro ancora di più per migliorare alla gara successiva. Capisco che i tifosi cerchino una rivalità tra due piloti quasi della stessa età e mi rendo conto che si stia creando un confronto del livello di RC con Stewart, il che è molto interessante. E penso che sia un bene per lo sport". Deegan ha risposto: "Sì, sono emozionato di passare in 450. Ho un po' di lavoro da fare, ovviamente. Quello che posso fare è impegnarmi per essere pronto quando correrò con loro. Devo ancora migliorare, ma ci arriverò". E questo è solo l'inizio...

  • Sexton fuori dal Pro Motocross

    Nella caduta di Ironman Chase si è infortunato alla spalla destra Stagione veramente difficile quella 2025 per Chase Sexton. Dopo aver perso il titolo Supercross ed essersi infortunato alla prima del Pro Motocross, arriva un altro stop. Il pilota KTM ha annunciato che sarà costretto a saltare i restanti round del National e che rientrerà per l'SMX di Charlotte, per le conseguenze della caduta di sabato a Ironman, mentre era virtualmente in testa all'assoluta di giornata (qui i dettagli). " La mia spalla destra è molto debole a causa dell'incidente e la farò controllare questa settimana. Detto questo, è nel mio interesse prepararmi per l'SMX e arrivare al 100% . Voglio solo ringraziare i tifosi per avermi sempre sostenuto e non vedo l'ora di vedervi tutti a Charlotte". Sexton salterà così le ultime due gare di Unadilla (dove rientra Roczen) e Budds Creek, previste nei prossimi due weekend per ritornare il 6 settembre allo ZMAX di Charlotte per la prima dei Playoff del Supermotocross. Sexton farà anche parte della squadra USA al Motocross delle Nazioni di Ironman il 6 ottobre.

  • Brutta caduta per Barcia e Stewart; come stanno

    Durante il primo giro della finale 450 i due si sono scontrati in volo restando a terra; tardivi i soccorsi L'incidente è stato pesante; durante il primo giro della finale 450 i piloti sono arrivati in gruppo nel primo triplo della pista e Malcolm Stewart ha ritenuto troppo pericoloso lanciarsi per chiudere il salto completo e ha fatto solo il primo doppio , ritrovandosi poi sulla terza gobba molto più lento e nel punto in cui stava atterrando Justin Barcia. Stewart sapeva bene che la scelta aveva altrettanta dose di rischio, infatti si è subito voltato per capire cosa stesse succedendo alle sue spalle e avvisare il gruppo, ma ormai era tardi. Barcia era già in volo e lo ha colpito in pieno, venendo sbalzato dalla sua Ducati. L'impatto con il terreno è stato molto violento e ha attivato l'airbag . Anche Stewart è caduto a sua volta, generando una confusione che ha coinvolto anche Anderson, Nichols e Forkner. Ecco il video dell'incidente. Dopo pochi secondi sono ripartiti tutti, tranne Stewart e soprattutto Barcia, rimasto a terra immobile, appoggiato sul fianco destro. Incomprensibilmente nessuno dello staff medico è intervenuto tempestivamente e Barcia è rimasto da solo per un tempo troppo lungo per una caduta così grave. Tutto questo mentre un addetto alla pista cercava di rialzare la sua Ducati senza averne alcuna capacità , con il comando gas tutto aperto, a moto accesa, con Barcia a terra immobile a un metro di distanza. Inoltre, una volta che Justin è stato raggiunto dal primo soccorritore, questo ha tentato di ruotarlo per distenderlo, incurante dei possibili traumi in atto. Il video sotto mostra tutta la scena. Ovviamente è stata data la bandiera rossa, che ha poi richiesto una seconda partenza. Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali sullo stato di salute dei due piloti, ma le prime indiscrezioni riportano spalla sinistra lussata per Malcolm Stewart . Barcia, invece, è stato trasportato in ospedale e sembra essere vigile, attivo e muove regolarmente tutti gli alti. Durante il trasporto fuori dalla pista ha salutato i tifosi con la mano, come tanto piace fare agli americani per confortare il pubblico sul proprio stato di salute. Aspettiamo notizie ufficiali, ma sembra che entrambi se la caveranno con il necessario periodo di riposo.

  • Prado: "Altra gara difficile, ma c'è del positivo"

    Lo spagnolo della Kawasaki analizza la sua prestazione a Washougal Difficile vedere il bicchiere mezzo pieno, ma almeno questa volta Prado ci prova. La gara di Washougal è certamente particolare e anche Jett Lawrence ha avuto i suoi problemi, ma il risultato dello spagnolo è stato molto deludente, con un ottavo posto dopo un holeshot in gara 1 e un 19° in gara 2. Tuttavia Prado cerca il lato positivo, almeno nelle dichiarazioni pubbliche. Prado ha dichiarato : " È stato un weekend impegnativo, ma ci sono stati comunque degli aspetti positivi. Sono partito forte in qualifica, con il settimo posto, e in Moto 1 ho conquistato l'holeshot e sono arrivato secondo alla prima curva. Mi sentivo bene all'inizio, ma un piccolo errore nelle whoops al secondo giro mi ha fatto scendere al quarto posto. Dopo ho faticato a mantenere il ritmo e ho finito ottavo. In Moto 2, sono partito di nuovo bene ed ero secondo all'inizio, ma sono rimbalzato indietro abbastanza rapidamente. La pioggia e la polvere hanno reso difficile rimanere costante prima dell'esposizione della bandiera rossa. Dopo la ripartenza, ho avuto un ottimo spunto e ho fatto qualche sorpasso, ma sono stato nuovamente ripreso. Mi sono riorganizzato e ho concluso 19°. Non è stato sicuramente il risultato che speravo, ma imparerò da questa esperienza, prenderò gli aspetti positivi, soprattutto le partenze , e continuerò a migliorare per la prossima gara". Bello che si cerchi di trovare del buono, ma la stagione outdoor di Prado fino a oggi è stata molto al di sotto delle aspettative. E le gare passano... La responsabilità viene data sempre alla moto, anche se è difficile capire come una moto con "poca potenza" possa permettere a Prado di scattare sempre davanti per poi perdere terreno, quando una moto con quelle caratteristiche dovrebbe comportarsi esattamente al contrario. Speriamo che Jorge trovi presto una soluzione e che possa stare davanti dove certamente ha il potenziale per stare.

  • Niente da fare, Deegan salta il Nazioni

    Il test per capire le sue condizioni non ha dato riscontri positivi. Al suo posto correrà Justin Cooper Deegan ci ha provato, ma alla fine i tempi sono troppo stretti per garantire una prestazione come quella che ci si aspetta dal team USA al Motocross delle Nazioni di domenica. Il test effettuato in pista ieri ha confermato che non ci sono le condizioni per prendere il via e così Haiden Deegan salterà anche questo Motocross delle Nazioni. A sostituirlo sarà Justin Cooper , che già dal lunedì successivo alla gara di Las Vegas si era stazionato alla sede del team Yamaha Star Racing per svolgere i test e prendere feeling con la YZ250F ufficiale. Adesso sarà lui a farsi carico di guidare l'America nella MX2, assieme a RJ Hampshire (a sua volta sostituto di Sexton) ed Eli Tomac. Questa la comunicazione di Yamaha: “Haiden Deegan ci ha provato ma non sarà al via dell’MXoN, dopo una settimana di fisioterapia in seguito all’intervento chirurgico per la clavicola fratturata sabato scorso. Deegan ha effettuato oggi un test al team Monster Energy Yamaha Star Racing per verificare le sensazioni prima del Monster Energy Motocross delle Nazioni di questo fine settimana. Purtroppo si è reso conto che, pur essendo in grado di girare, aumentare il ritmo gli causa un dolore significativo. Haiden potrebbe essere in grado di correre, ma sarebbe in grado di spingere abbastanza da aiutare il Team USA a vincere? Sembra improbabile. Considerando ciò, il team ha chiesto ad Haiden di evitare il rischio di gareggiare, e ora il pilota di riserva Justin Cooper sostituirà Haiden per il Team USA sulla YZ250F”. E così sia.

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